| CON LA FIDUCIA N. 50 PASSA ALLA CAMERA UNA NUOVA MANOVRA INIQUA |
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Lovelli presenta un Odg sul trasporto ferroviario
"Serve un nuovo governo con una ampia base parlamentare, guidato da una personalità che abbia credibilità in Europa, in grado di varare le riforme necessarie al Paese, altrimenti si piomberà in una 'spirale di altre manovre' che però non raggiungeranno i loro obiettivi". Lo ha detto Walter Veltroni annunciando in aula alla Camera il 'no' del Pd alla fiducia sulla manovra. Video dell'intervento in Aula di Walter Veltroni
Dario Franceschini, durante la dichiarazione di voto sulla manovra alla Camera, ha sottolineato la responsabilità del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per l'attacco speculativo che ha colpito l'Italia: "Se e' vero che nel mondo globale più di tutto, per l'atteggiamento dei mercati e degli investitori, conta la fiducia e la stima di chi guida gli Stati, quanto miliardi di euro è costata e costa all'Italia la testarda permanenza lì di Berlusconi? Una persona con cui gli altri capi di Stato si vergognano a farsi fotografare, una persona travolta da vicende personali, in piena crisi". "In questa situazione - ha proseguito - le priorità del Governo sono le intercettazioni e il processo lungo. Ma una maggioranza che e' stata bocciata dagli italiani ai referendum quanto influisce sullo spread? Quanto costa a ogni italiano? Berlusconi ha detto che non avrebbe mai messo le mani nelle tasche degli italiani oggi lo fa per far pagare loro il costo della sua permanenza al Governo". Video dell'i ntervento in Aula di Dario Franceschini
Prima della votazione sul disegno di legge (C. 4612) di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, l'on. Lovelli ha presentato un ordine del giorno per sollecitare il Governo ad adottare apposite iniziative finalizzate ad adeguare la normativa nazionale a quanto stabilito in ambito europeo in materia di trasporti, anche attraverso l'istituzione di un'Autorità amministrativa indipendente per la regolazione dei servizi e dell'uso delle infrastrutture con competenza sia per il settore ferroviario, che per il marittimo e lo stradale. Come evidenziato da Lovelli infatti: "Nella manovra non c'è nulla di nuovo per rilanciare l'economia puntando sul settore dei trasporti, se non una norma confusa e contraddittoria sul trasporto pubblico locale, mentre si tagliano i trasferimenti alle regioni, e un'altra ambigua e poco chiara in materia di contratti di lavoro per le imprese ferroviarie. Ancora una volta - ha proseguito Lovelli- si pone il problema del rilancio del trasporto ferroviario dei passeggeri e delle merci in un quadro regolato sulla base delle direttive europee, col potenziamento del servizio di utilità sociale regionale e sulle medie e lunghe percorrenze, anche con l'ingresso in campo di nuovi operatori. E' indispensabile governare questo processo con l'istituzione di una Autorità indipendente di settore anche sulla base della mia proposta di legge".
Alessandra Sorlino 15 settembre 2011 |
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Passa con 316 sì e 302 no la manovra alla Camera dei Deputati. Siamo alla cinquantesima imposizione del voto di fiducia da inizio legislatura. Il PD vota "no" ma la manovra economica è passata anche alla Camera dei Deputati. L'entità complessiva della manovra varata in via definitiva ammonta a circa 54,2 miliardi di euro al 2013. Le entrate nelle casse dello Stato, previste dalle modifiche contenute nel maxi emendamento inserito dall'esecutivo durante l'esame a Palazzo Madama deriveranno: dall'aumento del gettito dell'Iva, che sale dal 20 al 21 per cento; dall'innalzamento dell' età pensionabile delle lavoratrici private da 60 a 65 anni dal 2014; in piccolissima parte dal contributo di solidarietà che sarà solo del 3 per cento e riguarderà esclusivamente i redditi oltre i 300 mila euro. Tra i punti più contestati della manovra si devono poi rilevare: la modifica dell'articolo 8, che prevede per i contratti di lavoro, la possibilità di derogare dalle norme nazionali sulla base di accordi aziendali o territoriali; l'attenuazione del dispositivo sul carcere per gli evasori fiscali: le manette scatteranno infatti solo quando le tasse non pagate riguarderanno il 30 per cento di un volume d'affari di almeno 3 milioni di euro.