| CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE: IL VIA LIBERA PER 12 VOTI DI DIFFERENZA |
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CASTAGNETTI: "Il Parlamento ridotto a fare da collegio di difesa al premier"
Guarda il video "30 secondi sul processo breve"
L'intervento in Aula di Pierluigi Castagnetti: Non è vero, infatti, che Berlusconi ha agito nell'interesse dello Stato, come richiederebbe la legge costituzionale n. 1 del 1989, quando ha telefonato alla questura di Milano o quando ha organizzato le serate di Arcore. Lì c'era di tutto e di più, tranne che l'interesse dello Stato. Non può configurarsi, dunque, alcun conflitto tra Camera e magistratura poiché la competenza a qualificare la ministerialità dei reati è indiscutibilmente posta in capo alla magistratura. Lo dicono gli articoli 96 e 101 della Costituzione, la dottrina e la giurisprudenza consolidata. Basterebbe vedere le sentenze della Corte di cassazione sui casi De Lorenzo, De Michelis, Matteoli e Mastella. La recente sentenza su quest'ultimo caso, poi, è inequivocabile. La suprema Corte dice infatti «l'affermazione della Corte costituzionale secondo cui all'organo parlamentare non può essere sottratta una propria autonoma valutazione della natura ministeriale o meno dei reati oggetto di indagine giudiziaria, non può essere intesa nel senso di negare all'autorità giudiziaria procedente la potestà esclusiva - lo ripeto, la potestà esclusiva - di qualificare la natura del reato». Se le cose stanno così perché allora, cari capigruppo di maggioranza, avete avanzato questa istanza di conflitto dinanzi alla Corte e volete deliberarla proprio oggi, alla vigilia della prima udienza del processo? Sicuramente per assecondare la strategia difensiva degli avvocati del Presidente Berlusconi: dopo le leggi ad personam per evitare i processi, ora anche i provvedimenti ad defensorem per aiutare il lavoro degli avvocati!
Cari colleghi di maggioranza, state trasformando il Parlamento in una sorta di collegio difensivo allargato. Questa è la violenza che state consumando ai danni di questa istituzione. Pur essendo consapevoli dell'assoluta inconsistenza giuridica di questo atto, volete creare, comunque, le condizioni per un conflitto tra istituzioni di cui, in questo momento, il Paese non sente certo la necessità. Sapete, infatti, che il tribunale di Milano non potrà sospendere il processo e a quel punto sarete pronti ad attivare un'altra polemica contro la magistratura che non rispetta il Parlamento. Create l'incidente appositamente perché volete creare uno stato di conflitto permanente fra le istituzioni. Ma la forza dei numeri, se non è accompagnata da quella della ragione e della giustizia, come ci ricordano i padri del pensiero liberale e del moderno costituzionalismo, da Coke ad Hayek, sino ai nostri Carnelutti, Mortati e Paladin, la forza dei numeri se non è accompagnata da quella della ragione non crea il diritto, lo offende. Volete che oggi il Parlamento dica ciò che nessun italiano è disposto credere, cioè che la sedicente Ruby è la nipote di Mubarak? Follia! Ma se anche per un solo minuto volessimo stare a questo gioco sconsiderato, dovreste dirci perché mai la nipote di un Capo di Stato straniero, minorenne, denunciata per furto in un tempo che non è il Medioevo, in un Paese che non è lo Zimbabwe dovrebbe essere sottratta all'autorità della polizia e alla magistratura perché mai il suo ignaro zio, in caso contrario, avrebbe dovuto aprire un conflitto internazionale? C'è un limite per tutto e per tutti che non può essere superato, quello del buonsenso e della responsabilità.
6 aprile 2011 Alessandra Sorlino
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Con 12 voti di scarto, 314 sì e 302 no, la Camera dei Deputati ha approvato ieri la richiesta avanzata dal Pdl di sollevare davanti alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione tra il Tribunale dei ministri e quello di Milano sul caso "Ruby" che vede coinvolto il premier Silvio Berlusconi. Con appena 12 voti di differenza, quindi, il Pdl, la Lega ed il gruppo dei Responsabili hanno votato perché la palla ora passi alla Corte Costituzionale che indicherà se il Presidente del Consiglio dovrà essere giudicato dal Tribunale di Milano o da quello dei Ministri per la presunta frequentazione di prostitute minorenni. Durante le dichiarazioni di voto in Aula è stato molto apprezzato l'intervento del deputato del Partito Democratico Pierluigi Castagnetti. Dopo che il presidente della Giunta per le autorizzazioni ha terminato il suo discorso, i deputati del Pd si sono alzati in piedi e rivolgendogli un lunghissimo applauso.