| CONVEGNO UEA: LA SITUAZIONE DELLE INFRASTUTTURE ITALIANE |
|
|
|
|
Lovelli al convegno UEA "Trasporto su strada: assicurazione e costi collettivi"
Lovelli ha poi proseguito spiegando "perché poi succede come la Tav e il Valico dei Giovi, ancora sulla carta. Nel caso della Torino-Lione, la fase progettuale è ancora agli inizi dopo la recente rivisitazione del progetto complessivo, nell'altro, il Terzo Valico, l'unica cosa certa è un primo stanziamento di 600 milioni a fronte di un quadro finanziario di 6, 2 m.di, dello spacchettamento dell'opera in 6 lotti costruttivi e di un contratto fra RFI e General Contractor ancora in alto mare. Evidentemente mancano le risorse, ma occorre calibrare il Patto di stabilità sulle esigenze degli enti locali, che poi sono quelli più coinvolti nelle opere che interessano i cittadini. Inoltre, per favorire la concorrenza e l'apertura ulteriore del mercato dei servizi e delle industrie di rete, bisogna intervenire sia sul versante "regolatorio" sia su quello della programmazione e dell'efficentamento del sistema. Il settore delle infrastrutture e dei trasporti è sotto assedio di lobbies private e monopoli pubblici; ma se ne esce solo se si distinguono i ruoli della politica che deve occuparsi di fare buone leggi e di programmare e pianificare nell'interesse dei cittadini, siano essi utenti dei servizi o imprese produttive, e il ruolo di regia, di fissazione delle regole d'accesso alle reti, di determinazione delle tariffe e di controllo, che deve essere affidato ad un'apposita Authority per tutto il comparto e non ad uffici o agenzie dipendenti dal ministero o a enti parcellizzati e privi di effettivi poteri di verifica e di intervento. E allora, a proposito di buone leggi, è incardinato da inizio legislatura il pdl n.1057 di cui sono primo firmatario per l'istituzione dell'Autorità per i servizi e l'uso delle infrastrutture di trasporto che è incagliato in Commissione per la contrarietà del Governo, nonostante che, negli ultimi tempi, si sia levato un coro unanime per procedere al più presto in questa direzione: dall'Antitrust, alla Commissione europea, alla Corte dei Conti, per non parlare degli imprenditori e delle loro associazioni. A questo proposito la mia proposta di legge che riprende un disegno avviato nella precedente legislatura dal governo Prodi, è sostenuta dalle Regioni Liguria e Piemonte e dalle rispettive associazioni industriali che ne richiedono l'istituzione a Torino e Genova per il ruolo rilevante di quest'area nel settore del trasporto, nelle sue varie modalità. Ma è un progetto che va oltre la connotazione territoriale e che deve trovare uno sbocco per esigenze di sistema di un comparto economico e di servizi essenziale per la crescita del Paese. L'Italia ha bisogno di un'Authority indipendente sui trasporti che stabilisca finalmente regole uguali per tutti". A tali osservazioni, il sottosegretario al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, Bartolomeo Giachino ha risposto: "Negli ultimi due anni e mezzo la crisi ha sottratto risorse per le infrastrutture, ma ora torneremo a investire. Stiamo già lavorando per ridurre le inefficienze logistiche, attraverso interventi a costo zero". Sul fronte della logistica invece il sottosegretario ha annunciato l'impegno di ridurre annualmente del 10 per cento i costi dovuti alle inefficienze logistiche, che nel complesso pesano sulla collettività per 40 miliardi di euro ogni anno.
26 maggio 2011 Alessandra Sorlino
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|









La scorsa settimana l'Unione Europea Assicuratori ha organizzato a Genova un convegno dal titolo: "Trasporto su strada: assicurazione e costi collettivi". Nel corso dell'incontro, professionisti, operatori ed esperti del settore, hanno analizzato le ricadute sull'assicurazione obbligatoria e fatto il punto sulla situazione delle infrastrutture in Italia. Una panoramica sullo scenario dei trasporti nel nostro Paese è stata fornita dall'On. Mario Lovelli, membro della IX Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni che ha spiegato: "Purtroppo nel settore infrastrutture si riscontrano diverse criticità dovute soprattutto al fatto che le condizioni della finanza pubblica non lasciano spazi a veri interventi di sviluppo in grado di dare fiato all'economia e agli investimenti necessari. Ad esempio, su 237 miliardi di euro previsti dal Piano delle Infrastrutture strategiche del Governo, solo 93 miliardi sono disponibili, mentre i restanti 143 sono ancora da reperire. Non si possono fare mega-piani di sviluppo senza stabilire delle priorità".