| DECISIONE DI FINANZA PUBBLICA PER GLI ANNI 2011-2013 |
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LOVELLI: "Un documento da fine legislatura, altro che governo del fare, questo è il governo del dire!"
La Decisione indica gli obiettivi di politica economica, il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica per il triennio 2011-2013 ed eventuali scostamenti e modifiche correttive rispetto alla Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica (RUEF) presentata lo scorso maggio. Il documento inoltre, va a recepire gli effetti realizzati con il decreto legge n.78 dello scorso giugno, con il quale veniva anticipata la manovra di finanza pubblica 2011-2013 e gli obbiettivi programmatici già esposti nella RUEF per il 2010. Entro la fine dell'anno in corso, però, in seguito al processo di riforma della politica economica sancito a livello europeo, che stabilisce una nuova versione del patto di stabilità e la nascita di una sessione di bilancio europea, dalla quale deriverà obbligo da parte di ogni Stato Membro di presentare due nuovi documenti contabili (Stability Program e National Reform Progam), le stesse previsioni contenute nel DFP potrebbero subire modifiche rilevanti. I Contenuti della Decisione di Finanza Pubblica 2011-2013. La Decisione di Finanza Pubblica prospetta una ripresa dell'economia globale, evidenziando una crescita del PIL mondiale del 4,4 per cento, dopo la contrazione registrata nel corso del 2009. Per quanto riguarda il quadro macroeconomico italiano per il prossimo triennio esposto nella DFP riflette le prospettive di recupero dell'economia internazionale, attraverso una revisione al rialzo delle stime di crescita dell'economia italiana per l'anno in corso, dell'ordine di 0,2 punti percentuali. In particolare, la DFP fa presente che per il 2010 il PIL è stimato crescere dell'1,2 per cento rispetto al 1 per cento indicato nella RUEF di maggio scorso. Segnala che il mercato del lavoro, secondo le stime del Governo, continua invece a mostrare segni di debolezza, mentre nel 2010 l'occupazione, in termini di unità di lavoro standard (ULA), è prevista ridursi ancora dell'1,5 per cento nel 2010, per poi riprendere il suo trend di crescita e stabilizzarsi su livelli positivi già a partire dal 2011. Il tasso di disoccupazione si collocherebbe all'8,7 per cento nel 2010 e nel 2011, per poi ridursi gradualmente ed attestarsi all'8,4 per cento nel 2013. Il quadro di finanza pubblica. Lo schema di DFP espone il conto economico delle amministrazioni pubbliche per gli anni 2010-2013 aggiornato sulla base del nuovo quadro macroeconomico e degli effetti della manovra di finanza pubblica approvata a luglio, il cui contenuto, secondo quanto riportato nel documento, consentirebbe il rispetto degli obiettivi programmatici, concordati in sede europea, contenuti nell'Aggiornamento 2009 del Programma di stabilità e confermati nella RUEF(Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica) presentata a maggio scorso. Secondo quanto già previsto nella RUEF, il saldo primario, cioè al netto degli interessi, tornerebbe in avanzo già a partire dal 2011 per rafforzarsi ulteriormente negli anni successivi. Ciò anche grazie all'andamento favorevole previsto per i tassi di interesse.
Saldi del Conto economico delle P.A. previsti nella Decisione
Sulla base del nuovo quadro tendenziale aggiornato, il livello dell'indebitamento netto è sostanzialmente legato ad una significativa riduzione delle spese complessive, che passerebbero dal 52,5% nel 2009 al 48,6% nel 2013, anche per effetto delle politiche dirette alla riqualificazione della spesa pubblica. Le entrate sono previste in lieve riduzione nel periodo considerato, per effetto, in particolare, della riduzione dei contributi sociali dovuta in gran parte alle norme di contenimento della spesa del personale dipendente del settore pubblico. Le entrate tributarie, considerate al netto di quelle in conto capitale, registrerebbero, invece, un leggero incremento. La pressione fiscale, dopo il picco registrato nel 2009, evidenzia una costante lieve riduzione fino a raggiungere il 42,4% nel 2013. Nel periodo 2010-2013 il quadro aggiornato evidenzia una progressiva riduzione dell'indebitamento netto, che si manterrebbe al di sopra del livello del 3% fino al 2011, per raggiungere poi il 2,2% nel 2013. Per quanto concerne, infine, l'evoluzione del rapporto debito/PIL, esso risulta in linea con le previsioni indicate nella RUEF di maggio, con un lieve incremento che, secondo quanto riportato nel documento, sarebbe dovuto, oltre che alle revisioni statistiche apportate dall'ISTAT sul risultato raggiunto nel 2009 (+0,1%), peraltro non ancora ufficializzate, alle maggiori emissioni necessarie per finanziarie i contributi italiani alla Grecia, che hanno, di fatto, neutralizzato il miglioramento del fabbisogno. In particolare, nel 2010 il rapporto debito/PIL si attesterebbe al 118,5% e nel 2011 al 119,2%, circa mezzo punto percentuale in aumento rispetto alle stime della RUEF, mentre già a partire dal 2012 si conferma il profilo discendente del parametro. Nel dettaglio dei sottosettori, lo schema di DFP evidenzia come larga parte della dinamica del debito delle P.A. sia riconducibile alle Amministrazioni centrali, a fronte di una sostanziale stabilità del debito delle Amministrazioni locali.
Allegato recante il programma delle infrastrutture strategiche. E' un documento, ampio e ad articolato, che, oltre a fare il punto sullo stato di avanzamento dei progetti e delle opere facenti capo al programma delle infrastrutture strategiche, contiene indicazioni programmatiche di medio e lungo periodo per il settore delle infrastrutture. Il documento inoltre individua una serie di opere, la cui realizzazione è considerata prioritaria, fra le quali: il terzo Valico dei Giovi, il tunnel ferroviario del Frejus, il tunnel ferroviario del Brennero, l'asse ferroviario Milano-Venezia, l'asse ferroviario Torino-Trieste, i nodi ferroviari di Bari, Genova, Firenze, Palermo, la nuova linea ferroviaria AV/AC Napoli-Bari, nonché le opere concernenti le reti metropolitane di Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli e Bari. L'On. Mario Lovelli, intervenendo alla IX Commissione ha dichiarato: "L'Allegato infrastrutture, è stato intitolato «Dal fare al fruire», una sintesi che non appare corretta, credo invece che un titolo più appropriato potrebbe essere «Dal fare al dire». Esprimo il mio disaccordo anche sulle modalità, evidenziate all'interno dello stesso documento, con le quali il Governo ha inteso riscrivere l'allegato. Ritiengo infatti che il punto di partenza sia del tutto propagandistico, dal momento che si afferma che nel 2001 è stato sbloccato un programma di opere pubbliche, successivamente bloccato tra il 2006 e il 2008. Tale impostazione, a mio giudizio non veritiera, è stata seguita fin dall'inizio della legislatura dal Governo e in particolare dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che in ogni sede parlamentare ha ribadito l'inerzia dei governi di centro-sinistra e l'efficienza dei governi di centro-destra rispetto alla realizzazione delle opere pubbliche. La novità di questo documento consiste nella presa d'atto che l'elenco delle opere contenute nelle programma di infrastrutture strategiche presentato dal Governo nel 2001 si è dimostrato irrealizzabile e alla data odierna, corrispondente a metà della legislatura, si ipotizza un riassestamento del piano delle opere strategiche in modo da renderlo più sostenibile e realistico. Il documento tuttavia reca una semplice fotografia dell'esistente ed individua delle priorità in modo superficiale e sbrigativo. Infatti, all'interno dell'elenco delle priorità contenute nella simulazione per il 2020 è stata dimenticata un'opera assai importante, ossia la E78 Fano-Grosseto, in cantiere dagli anni settanta. Riguardo alle piastre logistiche, inoltre, il documento non introduce, all'interno delle opere prioritarie, la piastra logistica legata al sistema dei porti liguri, che comprende le province di Alessandria e la valle Scrivia. Tale piastra logistica è oggetto di uno specifico accordo di programma e ad essa sono già stati destinati appositi stanziamenti. Le scelte contenute nel documento non appaiono credibili, in quanto concretamente la destinazione dei fondi sarà decisa dal CIPE nella prossima riunione e dal documento emerge chiaramente che si utilizzeranno fondi già disponibili in base a precedenti interventi normativi. La potenziale disponibilità di finanziamenti è pari a 8,9 miliardi di euro, rispetto ad un totale di stanziamenti necessari decisamente più elevato. Le risorse da reperire sono infatti 19 miliardi e molte delle opere indicate hanno stanziamenti del tutto inadeguati, come ad esempio le linee di valico, ossia il Brennero, la linea Torino-Lione, e il terzo valico dei Giovi. All'interno del documento viene poi richiamato il meccanismo dei lotti costruttivi rispetto al quale esprimo forti perplessità. Tale meccanismo, infatti, per essere efficace, deve risultare cogente e prevedere nei bilanci di ogni anno appositi stanziamenti per la prosecuzione delle opere; è un mero artificio iscrivere in bilancio gli stanziamenti relativi al solo avvio delle opere per le quali sono disponibili finanziamenti inferiori a quelli realmente necessari. Ricordo inoltre che dall'audizione tenutasi ieri di fronte alle Commissioni bilancio della Camera e del Senato, il ministro dell'economia e delle finanze ha affermato che la decisione non reca nuove previsioni economiche e finanziarie, limitandosi a confermare gli obiettivi già definiti con la manovra attuata mediante il decreto-legge 78 del 2010. Al riguardo è grave che non siano state stanziate risorse aggiuntive per gli investimenti. Ciò rappresenta un ulteriore motivo di scarsa credibilità dei contenuti dell'allegato, dal momento che le cifre in esso indicate non hanno riscontro nel bilancio dello Stato in termini di copertura finanziaria. Ritiengo quindi, l'impostazione della decisione di finanza pubblica e dell'allegato infrastrutture del tutto insoddisfacenti anche per quanto riguarda le indicazioni relative alla politica generale dei trasporti, ossia la riforma del sistema, l'esigenza di arrivare ad una definitiva liberalizzazione del settore e i necessari interventi sulle grandi società dello Stato che si occupano di trasporto. Inoltre l'allegato infrastrutture non contiene alcuna precisa indicazione in merito alla riforma dei porti, necessaria già da molti anni, e che anche il capitolo relativo alla politica aeroportuale ha contenuti inadeguati, che non tengono in alcun conto gli indirizzi che la Commissione ha elaborato nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sul sistema aeroportuale. E' poi assolutamente necessario creare un'autorità indipendente nel settore dei trasporti, in conformità con quanto richiesto a livello di Unione europea. Sottolineo poi che i tagli degli stanziamenti per il trasporto pubblico locale, costituiranno un problema assai spinoso per le regioni già a partire dal prossimo anno. Ribadisco quindi, anche a nome del mio gruppo, il giudizio fortemente negativo sullo schema di Decisione di finanza pubblica, evidenziando nuovamente la scarsità del tempo a disposizione per poterne approfondire i contenuti e per poter svolgere in Commissione una discussione adeguata. Sottolineerò anche nel corso dell'esame in Assemblea le ragioni della mia contrarietà, come illustrate nella proposta alternativa di parere presentata dal gruppo del PD".
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Questa settimana la IX Commissione Trasporti ha esaminato lo Schema della Decisione di Finanza Pubblica (DFP) per il triennio 2011-2013. Si tratta di uno dei nuovi strumenti per la programmazione degli obiettivi di bilancio, che viene presentato quest'anno per la prima volta, in sostituzione del Documento di programmazione economico e finanziaria, come stabilito dalla nuova normativa europea in tema di contabilità pubblica.