| DECRETO LEGGE SVILUPPO: DAL GOVERNO SOLO PROPAGANDA ELETTORALE |
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Fassina: "Intervento propagandistico dove le uniche misure utili sono quelle che correggono gli errori fatti da precedenti decreti del governo Berlusconi". Lirosi: "Liberalizzazioni assenti, rinegoziazione di Stato solo per pochi". Lovelli: "Si continua ad eludere la realizzazione di un mercato regolato dei servizi, in grado di garantire maggiore efficienza ai cittadini". "Puntuale anche quest'anno a una settimana dalle elezioni amministrative e il giorno prima del'assemblea di Confindustria a Bergamo arriva il cosiddetto decreto sviluppo". E' il commento sarcastico di Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro del Pd, secondo il quale quello del governo "è un intervento essenzialmente propagandistico dove le uniche misure utili sono quelle che correggono gli errori fatti da precedenti decreti del governo Berlusconi".
Si tratta - prosegue Fassina - del bonus ricerca che tenta di rimediare allo smantellamento del credito di imposta per ricerca ed innovazione introdotto dal governo Prodi e vanificato nella manovra del 2008 dal famigerato click day. Si tratta del bonus occupazione nel Mezzogiorno che solo in piccola parte recupera il credito di imposta introdotto dal governo Prodi con la legge Finanziaria per il 2008. Si tratta della rimozione della norma per l'esecutività immediata degli accertamenti introdotta dal ministro Tremonti lo scorso anno.
Il DL Sviluppo? Per Antonio Lirosi, Responsabile Consumatori e Commercio del Pd è un altro passo indietro fatto dal Governo: liberalizzazioni sono assenti e la rinegoziazione di Stato è solo per pochi. "Nel corposo e discutibile testo di legge approvato dal Consiglio dei Ministri si ravvisano norme confuse, misure parziali e insufficienti per stimolare la crescita economica e la domanda interna, che sembrano scritte più con l'intento di farle uscire sui quotidiani e sul sito del Mef qualche giorno prima delle elezioni amministrative. Secondo l'On. Mario Lovelli, con il Decreto Sviluppo: "Il governo continua ad eludere una scelta ormai indispensabile a favore di un mercato regolato dei servizi, in grado di promuovere servizi più efficienti ed economici per i cittadini garantiti da autorità' di regolazione veramente indipendenti. Si perpetua l'equivoco sancito con l'istituzione di un'agenzia per il mercato postale di fatto inserita nel ministero dello sviluppo economico e, non si affronta la questione decisiva dei trasporti, dove il collegamento fra ministero e gestore monopolistico impedisce una corretta attuazione delle direttive europee in materia di trasporto ferroviario. Con la mia proposta di legge già incardinata in IX Commissione e' possibile sbloccare la situazione. Vedremo come utilizzare l'iter parlamentare del decreto per intervenire con un emendamento".
L'abc delle principali misure del dl sviluppo
6 maggio 2011 Fonte: Sito del Parito Democratico |
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