| ELEZIONI, IL PRIMO VERDETTO: BOCCIATO IL RICORSO DI COTA |
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IL CONSIGLIO DI STATO: "AVANTI CON IL RICONTEGGIO" LA SENTENZA DEI GIUDICI ROMANI: "NON SUSSISTONO ALLO STATO ATTUALE GLI ESTREMI DEL DANNO GRAVE E IRREPARABILE" Venti minuti di udienza, una camera di consiglio durata oltre un paio d´ore e poi la decisione dei giudici, la seconda "sfavorevole" al presidente Roberto Cota: arriva anche dal Consiglio di Stato il sì al riconteggio delle 15 mila schede elettorali delle liste «Al centro con Scanderebech» e «Consumatori». Per poter sospendere la decisione del Tar piemontese gli avvocati ricorrenti (per il centrodestra Luca Procacci, Angelo Clarizia e Alberto Romano) dovevano dimostrare che la sentenza di primo grado, e quindi il nuovo spoglio, avrebbe provocato «un danno grave e irreparabile» per la Regione: in aula è stato detto che il pericolo riguardava in primis un danno d´immagine per il Piemonte, è stata tirata in ballo anche la Fiat - «il momento è delicato, sono in corso trattative» - e si è parlato più in generale di rischi crisi e paralisi. Con un´ordinanza di sei pagine depositata ieri sera poco dopo le sette, i magistrati di palazzo Spada hanno invece decretato che non c´è alcun motivo di sospendere la decisione del Tar perché «non sussistono allo stato attuale gli estremi del danno grave e irreparabile asseritamente derivante dall´esecuzione del dispositivo impugnato, atteso che esso non e´ in grado di paralizzare o anche solo di ostacolare il corretto funzionamento degli organi della Regione Piemonte». I giudici del Consiglio di Stato hanno accolto ieri l´obiezione sul metodo presentata dall´avvocato di Cota, Luca Procacci, e hanno specificato che il riconteggio dovrà svolgersi «effettivamente nel rispetto del principio del contraddittorio con la partecipazione delle parti interessate ovvero dei suoi rappresentanti». Procacci ha preannunciato comunque nuovi ricorsi contro la decisione del Tar: subito dopo il deposito delle motivazioni Procacci farà un´altra richiesta di sospensiva e poi un´impugnativa nel merito dinanzi al Consiglio di Stato. Soddisfatto anche l´avvocato Luca Di Raimondo, che insieme a Nicolò Paoletti e a Marco Yeuillaz (che sostituiva Enrico Piovano) ha rappresentato il centrosinistra: «E´ andata bene, è un´ordinanza che ha accolto la nostra tesi: la decisione del Tar non può creare nessun danno giuridico e amministrativo per Cota, anche perché l´esito del riconteggio non si può ancora sapere». Ed ovviamente «soddisfatta» anche l´ex presidente della Regione Mercedes Bresso per la notizia della decisione del Consiglio di Stato di rigettare la richiesta dei legali di Cota sulla sospensiva del dispositivo del Tar. «Anche il Consiglio di Stato - commenta Bresso - ha respinto la modalità pretestuosa e strumentale di Cota nella vicenda sui ricorsi elettorali. Significa che non ci sono complotti e che non ci sono dietrologie possibili e che c´è stata invece solo una grande spregiudicatezza del centrodestra nel procedimento elettorale durante le ultime elezioni in Piemonte». Bresso continua ironica: «Mi auguro che adesso si mettano tranquilli e attendano prima le motivazioni del Tar e poi il riconteggio delle schede delle due liste illegittime. E spero a questo punto che dopo aver mobilitato ministri, lo stesso premier Berlusconi, dopo aver agitato le fiaccole della protesta contro i ricorsi per le strade di Torino, rientrino finalmente in una visione compiuta della democrazia».
Fonte: Repubblica 28 luglio 2010
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