|
Lovelli: "Il Governo esprima le proprie valutazioni a riguardo"
Il nuovo piano industriale del Gruppo Ferrovie dello Stato è al centro dell'interrogazione parlamentare presentata dall'On. Mario Lovelli, assieme ai Deputati PD Michele Pompeo Meta e Silvia Velo. Nell'atto di sindacato ispettivo il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, e il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, sono stati invitati ad assumere iniziative per garantire la copertura del servizio universale e a riferire eventuali valutazioni con particolare riferimento alle strategie del gruppo. In particolare, nel testo si fa riferimento ad anticipazioni ed indiscrezioni apparse sugli organi di informazione che indicano, tra le linee guida del piano industriale, lo scorporo e la razionalizzazione del settore merci, la cessione del pacchetto di controllo ai privati di Grandi Stazioni e l'espansione all'estero e nel mercato europeo.
Il testo dell'interrogazione:
Per sapere - premesso che:
il consiglio di amministrazione del gruppo Ferrovie dello Stato sta per approvare il nuovo piano industriale per il quinquennio 2011-2015;
il piano delinea l'attività aziendale nei prossimi 5 anni in relazione alla strategia produttiva, industriale, finanziaria ed organizzativa del gruppo Ferrovie dello Stato;
le informazioni sul piano al momento sono frammentarie ed occasionali rese disponibili, per lo più, da anticipazioni ed indiscrezioni apparse sugli organi di informazione ed in base alle quali ciò che sta per esser deciso necessita di approfondite valutazioni;
dalle informazioni stampa si evince che le linee guida del piano industriale sono lo scorporo e la razionalizzazione del settore merci, la cessione del pacchetto di controllo ai privati di Grandi Stazioni e l'espansione all'estero e nel mercato europeo, sulla scia dei progetti già intrapresi;
in particolare sembrerebbe che la divisione cargo di Trenitalia - già interessata negli anni passati da un importante processo di ristrutturazione - subirebbe un ulteriore processo di razionalizzazione che ne prevede lo scorporo da Trenitalia, la fusione con le altre società controllate del gruppo, in primo luogo con la tedesca TX Logistik, e la quotazione in borsa;
sempre secondo le anticipazioni, il piano prevedrebbe anche la cessione del pacchetto di controllo della società Grandi Stazioni, che potrebbe diventare una delle più importanti privatizzazioni di questi ultimi anni (il 40 per cento, comunque, è già in mano agli azionisti privati); Grandi Stazioni, società che controlla le 13 principali stazioni della rete, disporrebbe di un patrimonio di strutture completamente rinnovate e trasformate in grandi centri di attività commerciali e sviluppo di servizi;
inoltre, la società Grandi Stazioni potrebbe gestire, in una posizione di terzietà assoluta, l'ingresso di nuovi operatori ferroviari e la loro ricerca di spazi o di operatività in stazione. La questione dello scorporo dal gruppo e della costituzione di una società autonoma è stata più volte richiamata anche per il ruolo di RFI, società di gestione dell'infrastruttura, per la quale - sempre secondo le anticipazioni stampa - non è prevista invece alcuna novità nel piano industriale, perché ritenuta utile alle strategie del gruppo e perché rappresenta una linea che non è seguita in quasi nessun paese in Europa;
le maggiori attenzioni del piano, comunque, dovrebbero essere dedicate alla valorizzazione dell'alta velocità (AV) e, soprattutto, ai progetti di espansione in Europa, proprio partendo dai risultati conseguiti nel segmento alta velocità con meccanismi interamente di mercato; gli obiettivi sembrano essere molto ambiziosi e puntano ad acquisire all'estero imprese ferroviarie ancora più grandi di Arriva Deutschland - acquisizione conclusa di recente - e portare la concorrenza dell'alta velocità italiana sui grandi itinerari europei;
per realizzare questi ambiziosi progetti, il Gruppo dovrebbe recuperare redditività, a questo evidentemente, servirebbero le cessioni di pacchetti di controllo e l'eventuale quotazione di società risanate nei loro bilanci e nella loro struttura. Sembrerebbe, inoltre, che Ferrovie dello Stato starebbe lavorando all'ipotesi di «prendere in gestione diretta la ristorazione negli scali dove arriva l'alta velocità»;
da una recente intervista rilasciata dall'amministratore delegato del Gruppo, infine, si apprende che sarebbe prossima la costituzione di «uno o due fondi immobiliari» e il rafforzamento nel settore delle tlc e che, per il medesimo, sarebbe inevitabile abbandonare almeno 154 treni a lunga percorrenza, ritenuti evidentemente non compatibili con la missione di Ferrovie dello Stato o non sufficientemente redditizi -:
quali iniziative intendano assumere i Ministri interrogati per garantire la copertura del servizio universale, se siano a conoscenza di quanto riportato in premessa e quali siano le loro valutazioni sul piano industriale del gruppo Ferrovie dello Stato, in particolare, se condividano le strategie del gruppo e se non reputino opportuno, quali azionisti, pur nel riconoscimento del ruolo nuovo che le Ferrovie dello Stato devono assolvere nel mercato, dare indicazioni precise sulla missione strategica del gruppo stesso.
(Atto Camera 5-04358)
11 marzo 2011
|