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FORCONI PACIFICI? di Mario Lovelli |
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"Sarà in forma pacifica ma terremo alta la tensione per attirare l'attenzione sulle rivendicazioni": questo il messaggio di uno dei leader dei "forconi" che si abbina a quello di "Forza d'urto" con inquietanti contiguità con "Forza Nuova". Cosa voglia dire tenere alta la tensione lo si può capire con le lunghe file di camion che rallentano il traffico sulle nostre strade, dopo che la protesta dei taxisti ha bloccato per giorni la capitale. Che sia "pacifica" una manifestazione che tiene in ostaggio un'isola o interi territori e' tutto da appurare. Per fortuna le forze sindacali più responsabili non si associano a certe iniziative ed e' positivo che la settimana sia partita all'insegna del dialogo fra il governo e le forze sociali per la riforma del mercato del lavoro. Ma certo lo stato di tensione e di preoccupazione che si respira nel Paese deve essere analizzato e compreso dalle forze politiche per trovare risposte efficaci. Lo "schermo" del governo "tecnico" non deve valere per nessuno e bene ha fatto Bersani all'assemblea nazionale del PD a confermare l'appoggio "senza se e senza ma" all'esecutivo Monti, mettendo in campo nello stesso tempo proposte concrete da presentare in Parlamento.
L'avvio effettivo della fase delle liberalizzazioni non può essere vissuto ne' come un passaggio in cui i partiti puntano a limitare i danni nei confronti di questa o quella lobby che non mancherà certo (lo sta già facendo) di condizionare il lavoro parlamentare. Né come una scelta subita, una medicina amara, dopo la quale tutto tornerà come prima. Non può essere così e non sarà così, non solo perché " l'Europa ce lo chiede", ma perché è in gioco la credibilità delle istituzioni democratiche, insieme alla modernizzazione del Paese e al rilancio dell'economia, a cominciare da nuove opportunità per il futuro dei giovani. Non si tratta solo della misura simbolo della s.r.l. ad un euro per gli under 35 anni, ma dello sblocco delle possibilità di accesso al mondo dell'impresa e delle professioni' abbinato a nuovi investimenti sulle infrastrutture e le reti come volano per l'economia. Cose già sentite tante volte ? Certo, ma più credibili se sganciate dalle favole propagandistiche (una su tutte: il ponte sullo Stretto) e se collegate a misure di trasparenza del mercato, come l'abolizione del beauty contest per l'assegnazione delle frequenze televisive del digitale terrestre .Ecco perché al governo dobbiamo chiedere più coraggio e non più attenzione agli interessi costituiti, come sembra fare il PdL, ogni volta che si toccano categorie che vengono ritenute un serbatoio di voti. Bene dunque che ci sia una linea chiara ad esempio in materia di superamento del monopolio del gas con lo scorporo ENI e SNAM rete gas, meno bene che si si faccia ancora della confusione in materia di trasporti, dove il peso degli oligopoli autostradali e del monopolio ferroviario si fa' pesantemente sentire. Rimando ai miei articoli e dichiarazioni in proposito. Ma il PD è impegnato non a difendere lo status quo, ma semmai a valorizzare quanto di meglio esprime il mondo dell'impresa e delle professioni in Italia, insieme ad una nuova Pubblica Amministrazione, come traino per un futuro con più impresa, più riconoscimento del merito, piu' lavoro per i giovani. E' una strada obbligata. Che non si ottiene con i forconi, ma con uno sforzo di riforma profondo e concreto.
24 gennaio 2012 |
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