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I dati Istat sono drammatici e Sacconi dice che va tutto bene. Fassina:
"Gran parte dei giovani passano dalla precarietà all'esclusione mentre il
governo tira a campare". Dal PD proposte per i giovani.
Il tasso di disoccupazione in Italia
di conferma a novembre attorno allo 8,7% con un lieve miglioramento rispetto
allo scorso novembre dello 0,1%. Allora le cose vanno bene come sostiene
Berlusconi o ha ragione il Tremonti che nei gironi dispari dice che la crisi
c'è ancora?
C'è la crisi, e lo dimostra il dato
sull'occupazione giovanile che cala di quasi un punto di percentuale rispetto a
ottobre 2010 e del 2,4% rispetto al 2009: adesso i giovani disoccupati sono
il 28,9%, record negativo che non si registrava dal gennaio del 2004.
Questa è la sintesi delle stime provvisorie sull'occupazione in Italia
presentate oggi dall'Istat, facciamolo
sapere, diffondiamo la scheda di mobilitanti.it con i numeri della
disoccupazione.
Si tratta di numeri preoccupanti a prescindere da
qualunque parte politica li voglia analizzare. È difficile deformare la realtà
quando in Italia ci sono 2 milioni e 175 mila persone in cerca di occupazione.
In generale il tasso di occupazione
è lievemente migliorato (0,1%) e si attesta al 56,8%, è in crescita di 0,1
punti percentuali rispetto a ottobre e in riduzione di 0,2 punti percentuali
rispetto a novembre 2009. Dal rapporto inoltre si legge che "a novembre 2010 il
numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni aumenta dello 0,1 per cento
rispetto a ottobre e dello 0,6 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno
precedente. Il tasso di inattività, pari al 37,8 per cento, è invariato
rispetto al mese precedente e in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a
novembre 2009".
Sebbene sia ancora molto basso (46,3%) è il miglioramento del tasso di
occupazione femminile uno dei pochi dati incoraggianti. L'occupazione femminile
è aumentata dello 0,7% rispetto a ottobre e dell'1,4% su base annua. Quasi
invariato il tasso di disoccupazione femminile, pari al 10%, in aumento dello
0,1% rispetto allo scorso novembre. È però aumentato il numero di donne
disoccupate: dell'1,5% rispetto a ottobre e del 5% rispetto a un anno prima.
Allargando i panorami, la disoccupazione nell'eurozona a novembre è rimasta
stabile: lo 10,1%. Il numero dei disoccupati nell'Ue è di circa 23milioni, di
cui quasi 16 nell'eurozona (dato in calo). Le nazioni più virtuose
sull'occupazione lavorativa si confermano l'Olanda (4,4% di disoccupazione), il
Lussemburgo (4,8%) e l'Austria (5,1%); le più in difficoltà sono la Spagna (20,6%),
la Lituania (18,3%) e la Lettonia (18,2%).
Per Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, "anche i dati di
oggi segnalano che ci stiamo avvitando in una spirale di stagnazione, elevata
disoccupazione, fragilità degli equilibri di finanza pubblica. Drammatica
l'ulteriore caduta del tasso di occupazione che pure sottostima la dimensione
del problema poiché non include i lavoratori e le lavoratrici in cassa
integrazione. Drammatico soprattutto il livello della disoccupazione giovanile:
larga parte delle generazioni più giovani transitano dalla precarietà
all'esclusione senza speranza dal lavoro. Alla luce di questi dati l'analisi e
la proposta politica di Bersani traccia una via di uscita alla crisi in cui ci
dibattiamo. E' necessaria una fase di ricostruzione economica e sociale del
Paese. Il Pd con Bersani chiede alle forze politiche di confrontarsi perché è
sempre più urgente avviare una stagione di riforme per la crescita e il lavoro,
sostenere la domanda interna attraverso una seria riforma fiscale. Siamo in una
fase straordinaria e solo un patto di natura costituente può realizzare le
condizioni per riuscire a ripartire. Per ora il governo preferisce tirare a
campare mentre il ministro Sacconi continua a scaricare sulle condizioni del
lavoro i costi delle mancate riforme. Siamo sicuri che anche oggi il ministro
tenterà di ridimensionare il problema della disoccupazione sostenendo che è
inferiore alla media europea dimenticandosi che gli altri paesi non hanno la
Cig e che hanno tassi di attività molto più elevati dei nostri".
''Il presidente della Repubblica ha invitato a investire sulle ragazze e sui
ragazzi perche', senza di loro, non ci potrà essere ripresa duratura - ricorda Alessia
Mosca, deputata PD - la crisi economica non puo' essere un pretesto per
restare con le mani in mano, visto che altri Paesi hanno affrontato di petto la
situazione con successo, come ha sottolineato nella lettera al Messaggero
il segretario del Pd Bersani. Ci sono misure che possono essere adottate a
costi zero e garantirebbero una scossa al sistema, riportando fiducia in un
Paese bloccato". Tra le misure che propone ci sono la
riforma degli ammortizzatori sociali per comprendere anche i lavoratori precari
(che sono per lo piu' giovani); il recepimento della normativa europea sulla
certezza dei pagamenti che garantirebbe ossigeno alle imprese e attirerebbe
maggiori investimenti esteri, incentivi alle start-up promosse da giovani e una
riforma dei tirocini nella direzione indicata dall'Europarlamento affinché siano
parte integrante del sistema educativo e non invece sostituititi di posti di
lavoro".
Anche per Antonio Misiani, componente della Commissione Bilancio del Pd,
"la già grave situazione occupazionale italiana, evidenziata dai dati Istat, è
resa ancora più drammatica dalle dichiarazioni del ministro Sacconi che nega la
realtà. Oggi Sacconi annuncia che il governo ha intenzione di avviare un
fantomatico piano per i giovani. Peccato che siano stati buttati tre anni senza
fare nulla e che le risorse di cui si parla sono meno che irrisorie se non
addirittura inesistenti perché, come ha fatto ben capire il ministro
dell'economia, soldi non ce ne sono. L' inerzia del governo è riassunta bene
dalle parole di Sacconi, rilanciare nuove proposte che non saranno realizzate e
intanto tirare a campare mentre il paese sta affonda. D'altra parte la stessa
vicenda Fiat la dice lunga sull'assenza di una politica economica da parte di
un governo che in maniera dissennata pensa che basti scaricare sulle spalle dei
lavoratori il peso della mancanza di
competitività del nostro paese. Così non si va da nessuna parte. La sfida
rappresentata da Marchionne deve essere raccolta e governata, limitarsi a stare
sugli spalti a fare il tifo come fa l'esecutivo è insensato".
"Risvegli". Così si potrebbe chiamare la nuova stagione oggi inaugurata dal
Ministro della Gioventù Meloni la quale, scuotendosi da un lungo torpore, si è
accorta del drammatico dato Istat sulla disoccupazione giovanile. Se la prende
con la Prima Repubblica, come se la Seconda, quella targata Berlusconi, sia del
tutto innocente. Il premier, a giudicare dalle iniziative promosse a favore dei
giovani, meriterebbe invece il premio "Erode" per aver dilapidato il futuro
delle nuove generazioni di italiani con provvedimenti, bolliti e ribolliti,
annunciati con zelo dalla Meloni, che sono solo acqua fresca. Non servono spot.
Serve un nuovo patto repubblicano, come quello indicato da Bersani". Lo ha dichiara Emanuele Trappolino, deputato Pd.
10 gennaio 2010
Fonte: Sito Partito Democratico
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