| IL DECRETO “CRESCI ITALIA” APPRODA IN PARLAMENTO. IL PD PER L’ACCELERAZIONE DELLE LIBERALIZZAZIONI |
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Lovelli: "Per la regolazione dei trasporti evitare sovrapposizioni e confusioni"
Per il Partito Democratico l'avvio delle liberalizzazioni da parte del governo Monti segna un passo importante su una via di crescita e di modernizzazione, già solcata dai governi di centro-sinistra, dal 1996 al 2001 e dal 2006 al 2008, quando l'allora Ministro Pier Luigi Bersani diede avvio una serie di aperture nei settori del commercio, dell'elettricità (spacchettamento dell'Enel), del gas, dei trasporti, delle telecomunicazioni (eliminazione delle spese di ricarica, delle spese di recesso nella telefonia), delle banche (per esempio gli accordi per l'estinzione anticipata dei mutui, via i costi fissi per la chiusura dei conti correnti), dei professionisti ( niente obblighi di tariffe minime), dei farmaci (via il monopolio per la vendita dei medicinali da banco), dei notai (esclusione per la compravendita di veicoli o la cancellazione di ipoteca). Benché il Partito Democratico riconosca l'importanza del decreto "Cresci Italia", sottolinea che non tutti i suoi contenuti affrontano in maniera soddisfacente la difficile sfida delle liberalizzazioni. Per tale motivo il Pd, in sede di conversione parlamentare si adopererà per estendere la portata delle misure, al fine di rafforzarne gli effetti e difendere l'impianto normativo da possibili attacchi di tipo corporativo. Come sottolineato dall'on. Lovelli, uno dei punti contenuti nel decreto che andrebbe maggiormente approfondito e sviluppato è quello relativo alla regolamentazione di attività di monopolio nel settore dei trasporti attraverso l'istituzione di un'Autorità indipendente. L'art. 36 del provvedimento stabilisce l'attribuzione temporanea all'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, in attesa della futura istituzione dell'Autorità per i trasporti, di nuovi compiti di regolazione dei settori ferroviari, aeroportuali, portuali, dei servizi di trasporto nazionali e locali e delle reti autostradali al fine di incentivare la concorrenza, l'efficienza produttiva delle gestioni e il contenimento dei costi per gli utenti, le imprese e consumatori, nonché condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture. Per Lovelli, primo firmatario di una proposta di legge per la creazione di un'autorità indipendente per il settore dei trasporti da tempo incardinata in IX Commissione Trasporti, la soluzione proposta dall'esecutivo Monti seppur condivisibile dal punto di vista degli obiettivi, appare caratterizzata da alcune implicazioni negative: in primis il fatto che l'Autorità delle reti difficilmente potrà assolvere a tutti i compiti ad essa attribuiti (si ricorda che all'AEEG è stato affidato il compito di regolamentare anche il settore dell'acqua), anche in ragione della mancata previsione del rafforzamento delle competenze professionali in organico necessarie per affrontare tematiche e regolamentare settori a rete completamente diversi tra loro. I Trasporti e le infrastrutture sono due settori che meriterebbero da subito la costituzione di una Autorità indipendente ad hoc, cui affidare i compiti di regolamentazione di settori strategici per lo sviluppo del paese. Come spiegato da Lovelli infatti: "L'istituzione dell'Autorità di settore sui trasporti, è un fatto positivo e necessario per rendere i servizi più efficienti e tutelare al meglio gli utenti. Purtroppo, non è invece apprezzabile che, in attesa della costituzione dell'Autorità di settore, le funzioni e le competenze di regolazione dei rispettivi mercati vengano, seppur temporaneamente, assegnate all'Autorità per l'energia e il gas che vigila in tutt'altro ambito di mercato e che non ha ancora reso funzionante le sue nuove attribuzione nel campo dei servizi idrici. Sarebbe invece necessario - prosegue Lovelli - fare presto e meglio partendo dal lavoro già fatto alla Camera sulla proposta di legge n.1057 del PD, a mia prima firma, che va esattamente nella direzione auspicata e che è già stata incardinata e condivisa da tutti i gruppi (compreso il PDL con una sua proposta). Le strade sono due: o si emenda il decreto in fase di conversione con l'immediata istituzione della nuova Autorità, o si accelerano i tempi di approvazione del testo definitivo in IX Commissione per l'aula con una sorta di doppio binario con l'esame del decreto liberalizzazioni al Senato. In tal modo si valorizzerebbe il lavoro parlamentare già fatto".
1 febbraio 2012 Alessandra Sorlino |
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"Il Governo italiano si è finora impegnato a garantire la sostenibilità della finanza pubblica. L'evoluzione della crisi ha infatti colpito i debiti sovrani e per prima cosa era necessario e opportuno mettere in sicurezza le fondamenta dello Stato...Finora il governo ha agito sul "numeratore" della crisi: i conti pubblici. Oggi è il momento di intervenire sul "denominatore": la crescita...Il Bilancio pubblico non può più favorire la crescita. La Moneta unica ha reso impossibili le svalutazioni competitive che hanno anestetizzato la mancanza di riforme strutturali. Non resta, quindi, che liberare le risorse e la capacità di intraprendere propria delle imprese". Queste le parole con cui il governo Monti ha introdotto il "Decreto Legge sulla Concorrenza, lo sviluppo delle Infrastrutture e la competitività" (c.d Decreto Cresci Italia) che è stato approvato nel corso del Consiglio dei Ministri del 20 gennaio scorso. Il provvedimento, che nelle prossime ore approderà in Parlamento per essere sottoposto al vaglio delle Camere, è caratterizzato dalla presenza di disposizioni finalizzate alla liberalizzazione, all'apertura alla concorrenza dei mercati e allo sviluppo infrastrutturale del Paese. Secondo il Governo Monti l'obiettivo del decreto legge è infatti quello di riavviare la crescita dell'economia italiana, tramite l'eliminazione dei benefici fino ad ora goduti dai settori protetti e l'introduzione di dinamiche concorrenziali che produrranno benefici in termini di riduzione dei costi e aumento dell'efficienza sia per gli utenti che per le imprese. I settori interessati dalle liberalizzazioni saranno molteplici: reti dell'energia e del gas, servizi pubblici locali, banche, assicurazioni, commercio, servizi professionali, trasporti e farmacie.