| IL GRANDE BLUFF DEL FEDERALISMO MUNICIPALE |
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Anche gli aspetti positivi, vengono così clamorosamente vanificati da un impianto che non dà ai Comuni alcuna certezza circa la disponibilità delle risorse minime, necessarie per garantire i servizi indispensabili alle comunità amministrate. Trasforma i Sindaci in esattori e li costringe, attraverso l'IMU, a farsi impositori, di fatto, di quella "tassa patrimoniale" (in particolare su tutti gli immobili destinati alle attività economiche), contro la quale il premier e la sua maggioranza si scagliano attraverso i media, attribuendone la responsabilità a un'inesistente proposta del centrosinistra. E attiva la cosiddetta "cedolare secca" secondo modalità che finiranno per premiare soltanto i proprietari più robusti E se questo non bastasse, tanta confusione si innesta su una situazione già difficilissima che la finanza locale attraversa, a causa dei tagli di Tremonti, che stanno strozzando i Comuni e con essi milioni di cittadini lasciati senza servizi o con servizi decaduti in quantità e qualità. A tale proposito, spicca in questi giorni il vero e proprio grido di dolore di molti Comuni delle aree montane, alle prese con la drastica riduzione dei fondi per la montagna, perseguita in devastante sintonia dal Governo Berlusconi e dalla Giunta Cota. Ciò a cui abbiamo assistito in questi anni è in realtà lo svolgersi di un clamoroso paradosso. Tanto più martellante è diventata la propaganda leghista sul federalismo e sulla difesa delle prerogative dei territori, quanto più distante si è fatta la distanza delle destre di governo, Lega in testa, dalle necessità delle comunità locali. Tanto più il leghismo ha alzato a parole i toni della contrapposizione tra le virtù della "Padania" e i vizi di "Roma ladrona" e del "Sud fannullone", quanto più i suoi uomini hanno avallato le risorse per l'inutile Ponte sullo Stretto, o per ripianare i dissesti dei Comuni amici del premier. Tanto più la Lega ci ha promesso che saremmo diventati "padroni a casa nostra", quanto più la sua azione di governo ha concorso a realizzare l'attuale poco esaltante realtà: che c'è ormai poco di cui essere padroni. Di questo paradosso, il grande bluff del federalismo municipale è un esempio plastico. Per i suoi contenuti di merito. E per il metodo con cui si sta cercando di portarlo a compimento, con un ennesimo strappo delle regole fondamentali del nostro ordinamento democratico, che hanno costretto il Presidente Napoletano all'ennesimo intervento a tutela della Costituzione. L'iniziativa promossa dal Partito Democratico della Provincia di Alessandria, per le ore 18 del 18 febbraio, presso la Sala "Marchegiani" della CGIL di Alessandria (il cui programma trovate allegato), costituisce pertanto un primo momento di informazione e di mobilitazione, rivolto in particolare ai nostri amministratori locali, ma più in generale aperto a tutti i cittadini preoccupati per il futuro dei servizi locali. Ci rivolgiamo a tutti voi, non solo per invitarvi caldamente a partecipare, ma anche perché vi facciate promotori presso i vostri circoli di riferimento e verso tutti i militanti e gli elettori che avete modo di contattare, di un'opera di sensibilizzazione utile ad aprire sull'importante tema del "Federalismo" una riflessione, che sveli il grande bluff della Lega, e rilanci il cammino verso una riforma federale seria del nostro Paese, di cui il Partito Democratico è il più convinto sostenitore.
Il Responsabile Enti Locali Il Segretario Provinciale Domenico Ravetti Daniele Borioli
Testo Decreto Federalismo municipale trasmesso alle Camere Grafici Federalismo municipale
17 febbraio 2011 |
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Peggio non poteva iniziare. Dopo anni e anni di promesse altisonanti, dopo l'invenzione della "Padania", con annessa richiesta di secessione, indipendenza, devolution, dopo i sedicenti parlamenti di Mantova e le bandiere sul campanile di San Marco, dopo le ampolle alle sorgenti del Po e le adunate oceaniche di Pontida, dopo le olimpiadi dei giochi celtici e le guizzanti miss padane, la montagna della Lega ha partorito un topolino gracile gracile. Il "federalismo municipale", annunciato come passaggio epocale, colonna d'Ercole oltre la quale traguardare la vicenda dell'attuale maggioranza di Governo, si è impantanato nella prima palude. Rivelando tutta la fragilità e l'approssimazione di un disegno che, se mai ha avuto una testa, l'ha persa da tempo. Ed espone, ormai, solo la coda di un raffazzonato guazzabuglio di misure, difficili da ricondurre a un corpo organico.