| IL NUOVO ORARIO INVERNALE DI TRENITALIA: UNA MANNAIA SUL TRASPORTO FERROVIARIO E PER I PENDOLARI |
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I deputati del gruppo PD della Commissione Trasporti presentano una question time al neo insidiato ministro dei Trasporti Lovelli: "Il nuovo esecutivo disponga al più presto l'immediato reintegro delle risorse per finanziare il sistema della mobilità pubblica"
A livello locale, poi, i trasporti pubblici hanno subito pesantissimi tagli (di cui ben 1.181 milioni di euro decurtati a Trenitalia), le cui conseguenze saranno presto insostenibili. Entro breve, si prospetta infatti un forte ridimensionamento dei servizi, l'azzeramento degli investimenti in materiale rotabile, l'incremento delle tariffe, esuberi per i dipendenti del comparto e gravi ricadute sull'indotto, come ad esempio sulle imprese di fornitura del materiale rotabile e su quelle di manutenzione del servizio. Nella question time i deputati del Partito Democratico hanno inoltre rilevato la mancata attuazione di alcuni provvedimenti legislativi che avrebbero potuto dare un po' di ossigeno al trasporto pubblico. In particolare viene fatto riferimento all'art. n.40 del decreto legislativo n.68 con cui il Governo avrebbe dovuto raggiungere un'intesa con le Regioni affinché fosse prorogato fino al 31 dicembre 2012 l'accordo con le Regioni stesse al fine di utilizzare il Fondo sociale Europeo per gli anni 2009-2010 per il finanziamento del trasporto pubblico locale e all'attuazione delle mozioni approvate dalla Camera dei Deputati lo scorso 27 ottobre, con cui il Governo si impegnava ad utilizzare per il finanziamento del trasporto pubblico locale le maggiori entrate accertate, rispetto a quelle iscritte in bilancio, derivanti dall'asta delle frequenze analogiche dei cellulari di terza generazione. Sull'allarmante situazione del trasporto pubblico italiano l'on. Lovelli ha dichiarato: "Il nuovo esecutivo deve disporre al più presto per l'immediato reintegro delle risorse per finanziare il sistema della mobilità pubblica, sia in riferimento al trasporto pubblico locale, le cui risorse sono state pesantemente decurtate alle regioni, sia in riferimento al servizio nazionale, evitando quindi la soppressione di alcuni convogli Intercity e Eurostar come prospettato dalla prossima entrata in vigore del nuovo orario invernale. Le Associazioni e i Comitati di pendolari di tutta Italia, affiancati da Associazioni di Consumatori e da Organizzazioni sindacali - ha proseguito Lovelli - hanno deciso di rivolgere nuovamente al Presidente della Repubblica e al Governo il loro pressante appello per salvare il trasporto pubblico sperando in un diverso e positivo accoglimento delle loro istanze. Togliere risorse al trasporto pubblico (treni, autobus, metropolitane, ecc.) è un grave errore strategico poiché se da un lato viene limitato il diritto alla mobilità dei cittadini, dall'altro si aumentano i costi sociali legati a incidentalità, congestione ed inquinamento. In aggiunta, si deprime l'economia e lo sviluppo economico, concorrendo ad un generale peggioramento della qualità della vita dei cittadini".
30 novembre 2011 Alessandra Sorlino |
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I deputati del gruppo PD della IX Commissione hanno presentato un'interrogazione a risposta immediata al neo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera, in merito alla preoccupante situazione del trasporto pubblico a livello locale e nazionale. Nei giorni scorsi, si sono infatti rincorse una serie di notizie allarmanti: parrebbe infatti che dal prossimo 12 dicembre, con l'avvio del nuovo orario ferroviario invernale, Trenitalia abbia deciso di sopprimere alcuni treni Intercity ed Eurostar a lunga e media percorrenza, penalizzando pesantemente i pendolari e mettendo a rischio un servizio di utilità sociale (disciplinato tra l'altro dal contratto di servizio valido fino al 2014, sottoscritto nel 2009 fra la società Trenitalia, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e quello delle Infrastrutture e dei Trasporti). Risulterebbe inoltre, che a partire dal prossimo 11 dicembre, Trenitalia abbia disposto di sopprimere il servizio cuccette e vagoni letto nei treni notturni di collegamento tra Nord e Sud Italia. Tale decisione, immotivata dal punto di vista dei ricavi economici (il servizio infatti viene attualmente utilizzato da oltre un milione e mezzo di utenti annui ed ha assistito ad un incremento della domanda pari al 12% nel 2010) implicherà il licenziamento di oltre 800 lavoratori, tra addetti al servizio e indotto.