| L’INTERVENTO IN AULA DI MICHELE POMPEO META (PD) SULLA MOZIONE PER IL TRASPORTO LOCALE |
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Pubblichiamo di seguito il testo dell'intervento
Intervento in Aula del deputato democratico Michele Pompeo Meta (primo firmatario della mozione n. 1-00715)
"Questa non è la solita mozione che viene illustrata il lunedì, sperando che poi venga affrontata completamente nelle sedute successive. Siamo di fronte ad un passaggio delicato: abbiamo assistito, sia nella manovra dell'anno scorso che in quelle di quest'anno, ad una serie di tagli che hanno messo in ginocchio i servizi e, in modo particolare, quello del trasporto pubblico locale. È una questione assai delicata e centrale per l'intero funzionamento del sistema Paese. Allo stesso modo, vi è la questione, che richiama direttamente i diritti fondamentali riconosciuti nella Carta costituzionale che sistematicamente, invece, vengono violati, come il diritto alla mobilità. Prestigiosi costituzionalisti dicono che vale come il diritto alla salute, alla formazione e all'informazione. Ma non mi pare che questo accada nel nostro Paese. Non sono solo i sindaci e gli amministratori del campo politico rappresentato dalle opposizioni. Sono mesi che sindaci come Alemanno, governatori come Formigoni della Lombardia dicono che, se si insiste su questo punto, si creano fratture e ferite inguaribili. Infatti, siamo alla vigilia del varo della manovra della crescita. Questi temi debbono recuperare il loro valore strategico. C'è una dialettica anche all'interno della maggioranza. Signor sottosegretario Misiti (rappresentante del Governo), fatevi valere perché i danni prodotti in questa fase difficilmente rischiano di essere ricomposti e recuperabili. Stiamo parlando di milioni di persone che ogni giorno si spostano per ragioni di studio e di lavoro e che non hanno alternative. Stiamo parlando di un comparto che dà lavoro a centinaia di migliaia di persone. Stiamo anche parlando di come questa maglia infrastrutturale molto strategica del Paese, i 16 mila chilometri di ferrovie non debbano essere considerati binari morti. Da questo punto di vista, penso che dobbiamo ascoltare le grida dei sindaci, degli amministratori, degli utenti, dei consumatori e dei sindacati e voi dovete farvi valere perché, mentre si vara la prossima manovra, ci sono grandi occasioni per recuperare i torti subiti. Noi vi proponiamo una cosa molto semplice e credo sia possibile. Mi pare che la vigilia del varo di questa manovra non veda solo un unico regista. La collegialità ritrovata da questo Governo dovrebbe aiutare a tifare anche per il trasporto. Dalla gara sulle frequenze televisive sono entrate risorse che ammontano a 4 miliardi, anziché i previsti 2,4: noi vi proponiamo che tale eccedenza di entrate sia destinata a quel settore. Abbiamo visto che c'è stato un taglio di un miliardo e mezzo. L'intero sistema non può funzionare con 400 milioni. Stiamo parlando di 20 regioni, di ottomila comuni, di trasporto su gomma e su ferro. Già abbiamo una situazione da questo punto di vista molto critica. Le regioni non riescono a sottoscrivere i contratti di servizio con Ferrovie. Già assistiamo da mesi a quella che era una conseguenza inevitabile. Con quei tagli risulta una diminuzione e un taglio dei servizi, nonché un aumento delle tariffe. Se non si corre subito ai ripari, credo che rischieremo di trovarci di fronte ad una situazione irreversibile. Se non si interviene adesso nessun altro Governo sarà in grado, perché quando in questo Paese si creano precedenti come questo lo abbiamo visto. Noi siamo contenti che la Gelmini abbia fatto autocritica, ma spero che l'abbia fatto non perché adesso va di moda colpire Tremonti. Spero che abbia capito che cosa ha combinato. Sarebbe una cosa altrettanto drammatica per quanto riguarda i trasporti. Fra sei mesi sarà tardi, perché le aziende chiudono, le corse vengono tagliate, i busnon si rinnovano. Penso che un Paese moderno e civile, che voglia recuperare competitività, che voglia dirsi un Paese civile,che deve erogare almeno servizi minimi essenziali, quelli universalmente riconosciuti, su queste questioni debba essere più onesto, più sensibile, più comprensibile. Sottosegretario Misiti, questa vicenda è anche nelle sue mani: si faccia sentire e mandi il Ministro Matteoli. Pensiamo che, se non si salva il trasporto pubblico locale, si mette una pietra tombale su tutto il comparto dei trasporti. Misiti, che sta succedendo nel nostro Paese ? Sta saltando tutta la politica industriale di questo settore. Mettiamo in fila le questioni ? La crisi Fincantieri: quattro stabilimenti rischiano di chiudere. Si era detto: benissimo, vi è un piano industriale; ma dov'è ? A febbraio, con il completamento dell'ultima unità navale in costruzione, chiudono tutti. Stiamo parlando dei gioielli di casa, di fabbriche che hanno un know-how, una risonanza internazionale che pochi altri si possono permettere. Vicenda AnsaldoBreda, quella dei treni: anche in questo caso, si rischia la chiusura. La risposta non può essere come quella di una settimana fa, quando è stata annullata la gara di Ferrovie per comprare treni regionali. Se non vi sono commesse, innanzitutto quelle pubbliche, le strutture chiudono e la fanno da padroni i concorrenti internazionali. Vi è poi la vicenda Alenia-Ansaldo, che riguarda tutto il comparto aeronautico. E la CAI, la compagnia che abbiamo regalato ai privati, facendo mancare sei miliardi alle casse dell'erario; se li avessimo avuti sei anni fa e li avessimo investiti sulla crisi, probabilmente avremmo sofferto di meno. CAI, per la flotta regionale, invece di comprare i velivoli da Alenia, azienda di Stato, si è rivolta ai brasiliani. È una cosa vergognosa! Dov'era il Governo da questo punto di vista ? Quel Governo che si è mostrato molto comprensibile quando si trattava di mettere su un consorzio di acquirenti pergarantire l'italianità della compagnia aerea, dov'era ? E la vicenda Irisbus? E poi vi è la vicenda Iveco, che rappresenta, nel contempo, un doppio colpo: l'ultima fabbrica che produce pullman e una fabbrica,guarda caso, ubicata anch'essa al Sud. Dov'è il Governo ? Dove sono le politiche industriali ? Voi state abdicando, a differenza di altri Paesi, a quello che è il vostro ruolo e la vostra missione. Senza il rilancio di politiche industriali, se ci impoveriamo su questo settore, noi chiudiamo. Stiamo parlando non di aziende decotte, ma di aziende che hanno know-how, competitività, che hanno fatto la storia industriale di questo Paese, che hanno un ruolo importantissimo nella crescita, nel PIL. Mettendo in fila tutte queste questioni, e cioè AnsaldoBreda, Alenia, Irisbus e le altre, vi diciamo che non vi è una manovra sulla crescita che metta insieme gli interessi dello sviluppo e dell'economia con quelli della crescita, della difesa del lavoro e anche della difesa dei diritti dei cittadini utenti. Dobbiamo tornare a far coincidere questi interessi democratici, ed è possibile, ma solamente se mitigate lo strapotere del Ministro della cassa, che in questi anni ha fatto e disfatto senza che qualcuno di voi, della squadra, potesse dire: adesso ti fermi. Avete un'ultima grande occasione, che è questa della manovra per la crescita. Nella mozione noi non la « buttiamo in caciara», ma vi chiediamo di dire a Tremonti che non tutte le risorse dell'asta, ma quel surplus, che c'è, di un miliardo e mezzo, se non tutto, almeno in parte, così come dice all'unanimità tutta la comunità degli amministratori, degli utenti, degli enti locali e quant'altro, vada dedicato immediatamente alla salvezza del trasporto pubblico. Il Partito Democratico ha sollevato questa semplice proposta, che è possibile perché quei soldi sono entrati e ci sono. Certamente, non tutto il miliardo e mezzo che è stato tagliato, ma almeno una parte sia utilizzata per impedire che vengano tagliate le corse, quelle dei pendolari, quelle del trasporto urbano e interregionale, ed impedire alle aziende pubbliche di chiudere. State sottovalutando la questione. Rischiamo di tornare agli anni del dopoguerra, per quanto riguarda il trasporto pubblico. Nulla può sostituire la funzione peculiare di Ferrovie dello Stato(quelle regionali). Si litiga e si compete per dividersi la « polpa » - quella dell'alta velocità - ma sul trasporto universale, sul trasporto regionale, quello di cui fruiscono, in quelle condizioni, i cittadini che si alzano la mattina per andare a lavorare nelle grandi aree urbane o gli studenti, che devono andare alle università, non troviamo traccia di interesse, di curiosità e di competitività. Pertanto, giustamente quel servizio deve essere lasciato allo Stato. I nuovi soggetti che entrano nella vicenda dell'alta velocità non hanno alcun interesse e lo abbiamo visto con riferimento a coloro che si sono presi Tirrenia, l'altra vicenda sulla quale - ve lo dicevamo - arriverà ed è arrivata l'Europa e avete visto come è andata a finire. Pagherete le sanzioni per una procedura davvero molto più discutibile di quella di Alitalia. E poi dite che il prestigio internazionale viene perso e che la fanno da padroni i tedeschi. È così, perché quando si abdica rispetto alla difesa degli interessi pubblici nazionali si fa questa fine. Dunque noi, come opposizioni, vogliamo, da questo punto di vista, aiutarvi a trovare una soluzione. Nella mozione, alla vigilia del varo della manovra per la crescita, vi abbiamo indicato una strada molto semplice. Le risorse sono entrate in cassa e sono presso il Ministero dell'economia e delle finanze. Ebbene, destinate una parte di quelle risorse aggiuntive - che sono un miliardo e mezzo - per salvare il trasporto pubblico locale, non come vi dice Errani o il governatore comunista del centrosinistra ma come vi dicono Alemanno e Formigoni. Intervenite perché diversamente rischieremo di trovarci di fronte ad una situazione irreversibile e irrecuperabile".
11 ottobre 2011 Alessandra Sorlino Fonte: Sito della Camera dei Deputati |
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Nella seduta di ieri della Camera è iniziata la discussione della mozione n.