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LE IDI DI MARZO di Mario Lovelli |
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Col decreto sulla semplificazione siamo al terzo decreto in meno di due mesi di lavoro del governo (dopo il "salvaitalia" e il "crescitalia") che interviene in modo sistematico sul controllo dei conti pubblici, sul fisco, sullo sviluppo. Cose concrete insomma per l'economia e per le condizioni di vita dei cittadini. Senza contare quelli "svuota carceri" , sulla giustizia civile, sulle missioni internazionali e il " milleproroghe ". E' come se fosse aperto un cantiere in continua evoluzione, dal quale emergono questioni irrisolte da anni e che, ad ogni passaggio parlamentare, costringe i gruppi politici a fare i conti con una realtà nuova, anche se gli strumenti adottati per accelerare i tempi apparentemente sono sempre gli stessi. Ci siamo lasciati alle spalle un governo che e' campato sui voti di fiducia a causa dei suoi limiti politici, pur avendo goduto della più ampia maggioranza parlamentare della storia della repubblica. Abbiamo di fronte un governo che, con una maggioranza parlamentare addirittura più ampia, per quanto anomala, è costretto alla decretazione d'urgenza e alla fiducia perchè incalzato dalle scadenze internazionali e dalle trappole dei regolamenti parlamentari. Se servisse una dimostrazione ulteriore della necessità delle riforme istituzionali, questa fase ne è la rappresentazione perfetta. Tra regolamenti obsoleti e bicameralismo perfetto, la capacità decisionale del nostro sistema democratico, e la sua stessa affidabilità, sono messi duramente alla prova. Mentre scompare una figura di grande profilo come Oscar Luigi Scalfaro, che ha fatto della difesa della Costituzione e del sistema parlamentare l'architrave del suo lavoro politico, bisogna che "questo" sistema dimostri la capacità di autoriforma che è richiesta dai profondi mutamenti intervenuti nella società italiana e ancor più nella collocazione internazionale del nostro Paese. Questa sarebbe anche la risposta vera sul tema dei "costi della politica", di fronte ad una campagna anti-politica fuorviante, ma alimentata dalle deficienze funzionali di una sistema che ingolfa i livelli decisionali e inflaziona spese e ruoli di rappresentanza politica. Bene dunque che in questi giorni sia partita dal Senato una prima proposta organica di riforma dei regolamenti e che Franceschini abbia chiesto ai capi gruppo di fissare l'agenda delle riforme. E peggio per chi continua a pensare con le logiche superate del sistema "porcellum" come fa' la Lega quando evoca le Idi di marzo per le sue alleanze con Berlusconi e abbina i destini di Monti e Formigoni. Le Idi di marzo per questo centro destra ci sono già state. E pazienza per chi non se ne è accorto.
31 gennaio 2012 |








