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LOVELLI: INTERVISTE E INTERVENTI SULLA STAMPA LOCALE |
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Ecco riportati di seguito le interviste e l'intervento dell'On.le Mario Lovelli recentemente pubblicati sulla stampa locale.
"Guardo oltre inutili polemiche, c'è un paese da far ripartire""Stop alle grandi opere: puntiamo su strade, riqualificazione ambientale, scuole" di Ettore Grassano Il Nostro Giornale del 16/06/2010
Parlamentare Pd alla seconda legislatura, dopo un decennio come primo cittadino di Novi, e una vita dedicata all'impegno politico. L'on. Mario Lovelli conosce il territorio del basso Piemonte alessandrino come pochi altri, e anche se l'intervista, fra una riunione e un dibattito radiofonico, devi farla al tavolino di un bar, ti lascia impressione di grande solidità, di una pacatezza concreta, che guarda oltre le polemiche contingenti. On. Lovelli, non possiamo che partire dalla resa dei conti in corso all'interno del Pd novese e provinciale. Largo ai giovani, si dice. Anche se a chiedere un suo passo indietro, nei giorni scorsi, è stato un importante imprenditore vicino al partito, e non propriamente un esponente della nuova generazione. Se l'aspettava?Guardi (segue leggera pausa di riflessione, ndr), io non credo che ci sia in corso nessuno scontro generazionale, ma semmai una contrapposizione di visioni politiche. Legittima, anche se espressa con un attacco personale che ha lasciato interdetto me, e tanti novesi. Mi dicono che ci sono stati degli equivoci, vedremo. Io guardo alla sostanza: a Novi il Pd ha saputo, più che altrove, rinnovarsi e far crescere persone di valore, che oggi hanno ruoli rilevanti dentro le istituzioni e dentro il Partito. E ancora più credo ne avranno in autunno, dopo il congresso. Questo non avverrà divorando i padri, ma affiancandoli e ovviamente, via via, sostituendoli. Per fortuna siamo un partito aperto e con tante posizioni che si confrontano, il populismo lasciamolo agli altri. Parliamo della crisi, vera e pesante, anche sul nostro territorio. Se ne può uscire, e come? , - Se ne deve uscire, l'Italia ha le risorse e le potenzialità per farcela. Certo, questo governo ci ha messo del suo. A lungo la crisi è stata negata, e l'esecutivo ha fatto la cicala. Ricordiamoci scelte come l'abolizione dell'Ici, e i miliardi sprecati nella vicenda Alitalia, in nome di un malinteso senso di italianità. In più la politica intelligente avviata da Prodi e Visco contro l'eva-sione fiscale è stata completamente fermata. Salvo oggi cercare di recuperarne alcuni dei cardini, ma con grave ritardo. Oggi si stanno facendo tagli sulla spesa pubblica, che sono indiscriminati e non selettivi. Intendiamoci, sprechi nella macchina statale ce ne sono, e occorre intervenire. Ma questi stanno massacrando la scuola, l'università, la ricerca. Significa bruciarsi il futuro da soli, ce ne rendiamo conto? È deprimente rendersi conto che c'è una generazione di trentenni laureati, con dottorati di ricerca, master e specializzazioni, che si sentono inutili. Un corpo estraneo rispetto a un paese che guarda altrove. È esattamente così. Ma se si rinuncia a loro, e al valore aggiunto che possono e devono portare al paese, siamo finiti. La ricerca produce valore: razionalizziamola, tagliamo i costi dei consigli di amministrazione e dei carrozzoni pubblici, ma per carità non penalizziamo quanto di buono c'è in giro. . Gli enti locali annaspano: sono quasi tutti pieni di debiti, senza soldi per pagare i creditori. Lei cosa farebbe? E sistema delle autonomie locali, paga il prezzo più rilevante alla crisi, con i limiti imposti dal patto di stabilità. La via d'uscita è una sola: stop alle grandi opere, che sono spesso non indispensabili, e comunque nei fatti irrealizzabili per mancanza di risorse. Puntiamo su un sistema integrato di tante piccole opere minori, che migliorino davvero il territorio, e siano leva per l'economia rimettendo risorse in circolo. Quelli sono gli unici investimenti oggi davvero necessari. Strade, riqualificazione ambientale, scuole. Da fare ce n',è tanto, se si vuole, a partire da casa nostra. Il Terzo vèlico è una di quelle grandi -opere che non vedremo mai completate? Il Terzo valico dovrebbe costare oltre 5 miliardi di euro, che non ci sono. Dovrebbero esserci i primi 500 milioni, a seguito della delibera del Cipe E se non sbaglio altri 200 milioni, per un totale di 700. Vedremo come intendono spenderli. Mi auguro che non si voglia ricominciare a scavare un buco nell''Appennino. La priorità a mio modo di vedere sono le cosiddette opere compensative, che consentirebbero ai comuni, Novi in primo luogo,, di realizzare progetti importanti, e indispensabili per far crescere il territorio. C'è chi immagina per il basso Piemonte alessandrino un futuro come oasi del tempo libero e del divertimento. Lei cosa ne pensa? Abbiamo un'importante tradizione industriale, che non va buttata a mare, anzi. Però vedo con favore progetti che si aprono al nuovo, e valorizzano la nostra zona. Non per farne il paese dei balocchi, ma per sviluppare armonicamente tutte le potenzialità ambientali, naturali, culturali. Per intenderci: abbiamo già tre golf club nel raggio di pochi chilometri, non credo ne servano altri. Invece è giustissimo puntare su progetti di valorizzazione del territorio e su un suo sviluppo culturale, ed economico che passi attraverso alleanze e condivisione di obiettivi tra soggetti diversi: dalle Fondazioni a Palazzo del Monferrato, alla Provincia e ai diversi Comuni. Da soli non si va da nessuna parte. Da questo punto di vista, il Politecnico di Torino che dimezza il proprio impegno in provincia non è un bel segnale... Pessimo direi. Politecnico e Università sono per tutto il nostro territorio provinciale una leva di crescita, da difendere. Il Politecnico ha annunciato di voler chiudere progressivamente la didattica nelle sedi decentrate, conservando però i laboratori di ricerca. Vedremo concretamente cosa significa, anche perché da noi, con la presenza di un polo plastico di eccellenza, il venir meno della presenza del Politecnico di Torino sarebbe una sconfitta, per tutti. Facciamo il possibile perché non accada.
Mario Lovelli: "Dimettermi? Non vedo il perché"Panorama del 11/06/2010
Ha intenzione di dimettersi, di ritirarsi come qualcuno chiede?"Non ne vedo il perché. Il mandato parlamentare ha una sua scadenza naturale. Questo è un discorso prematuro".E' un Mario Lovelli deciso quello che liquida con poche parole "l'invito"a farsi da parte di Guido Ghisolfi pubblicato su Il Novese di giovedì scorso. L'imprenditore tortonese ha lanciato dalle pagine del settimanale cittadini, del quale è recentemente diventato il socio maggioritario di riferimento, un personalissimo "Manifesto" per un nuovo PD più pragmatico, più giovane, più "imprenditoriale". Che nel Partito Democratico qualcosa si stesse muovendo era ormai noto. I sintomi, i malcelati malumori non mancavano, ma l'affondo di Ghisolfi ha aperto un fronte con cui è impossibile non fare i conti. E nessuna figura più dell'ex sindaco di Novi, anche perché chiamato direttamente in causa, può essere più adatta per analizzare la situazione che sta attraversando "l'universo" PD. Cosa sta succedendo a Il Novese? Quali strade sta cercando di intraprendere il settimanale di riferimento del centrosinistra cittadino?"Questo bisognerebbe chiederlo a chi lo dirige.." Ma lei è anche un autorevole collaboratore della testata visto la rubrica che tiene su quelle colonne..."Per la verità da quando è iniziato il nuovo corso non ho più scritto. Il Novese sta cercando di innescare un dibattito dentro il PD, ma in alcuni casi il metodo utilizzato mi sembra improprio, ora bisognerà vedere questa linea a cosa porterà". La posizione di Ghisolfi sembra avere delle analogie con quella espressa a livello nazionale da De Benedetti. Questo fa supporre che esista nel PD una corrente che cerchi di dare vita ad un nuovo modo di "stare a sinistra". E' corretta questa lettura?"In parte si. Nel partito c'è una corrente che ha radici sociali diverse da quelle tradizionali. E questo è un bene per il PD come la discussione che ne può derivare. Ghisolfi esprime delle posizioni che, per quanto minoritarie esistono al nostro interno. Un discorso a parte invece riguarda il trasferimento, in modo a mio avviso un po' improvvisato, di queste posizioni a livello locale". Ghisolfi nel suo lungo intervento ha proposto la stesura di un manifesto dove si schiera con alcuni dei nuovi protagonisti della scena nazionale come Renzi e la Serracchiani. "Tradotto" in termini noveri cosa significa tutto questo?"A Novi questo scenario è tutto da verificare. In città le varie posizioni non hanno mai portato a divaricazioni nella gestione del partito. Il problema generazionale nei termini in cui lo pone Ghisolfi è di corto respiro. Se parliamo di classe dirigente nazionale condivido l'analisi che evidenzia come si è arrivati ad una sorta di capolinea politico. E' difficile che chi ha interpretato questi ultimi quindici anni possa riproporsi oggi con un altro ruolo. A questo proposito vorrei ricordare che Bersani è stato eletto all'ultimo congresso con una posizione che comprendeva anche l'avvio di un ricambio generazionale. E questo di fatto sta già avvenendo. I nomi che fa Ghisolfi nella sua intervista, al momento, non sono quelli di leader proponibili". Riferimento alla gestione amministrativa novese come si può interpretare il pensiero di Ghisolfi?"Non mi pare sia intervenuto su questo aspetto. Ad oggi Ghisolfi mi sembra lontano dalle questioni prettamente novesi. Credo inoltre, che il suo pensiero sia andato un po' oltre le sue reali intenzioni. Certamente è un dato di fatto che negli ultimi anni in città le nuove leve hanno assunto posizioni di vertice sia nel partito che nell'amministrazione. Dire che i più anziani hanno fatto da "tappo" è una cosa sbagliata, anzi hanno favorito il ricambio. Ora tocca ai giovani uscire allo scoperto e dimostrare il loro valore. Non ho bisogno che me lo dica qualcun altro per saperlo". Secondo lei che effetto ha suscitato nel centrosinistra l'intervista a Guido Ghisolfi?"Principalmente stupore. Non tanto per le tematiche affrontate, ma per l'idea di fare uscire un manifesto del PD proposto dall'azionista di maggioranza di un giornale. Questo lascia perplessi. Ritengo sia uno sbaglio da parte de Il Novese farsi interprete di una posizione piuttosto che di un'altra, soprattutto ora che non è più il settimanale del PD". Il nuovo corso de Il Novese corrisponde anche ad ambizioni elettorali? E' una lettura sbagliata?"Dovreste fare un'intervista a Ghisolfi. Non mi risulta, ma non posso neanche dire che non è così..." Cambiando radicalmente argomento. Cosa pensa del bilancio comunale, da noi aspramente criticato, e che pare molto contestabile da molteplici punti di vista?"Il bilancio novese è simile a quello degli altri comuni della zona. I comuni, a causa della riduzione dei trasferimenti, si trovano ormai ad affrontare situazioni quasi impossibili da gestire. Poi vi sono scelte su cui si può discutere..." Lei avrebbe fatto ricorso allo swap..."E' una scelta possibile, bisogna solo gestirla con criterio".
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