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L'On. le Mario Lovelli ha rivolto al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Altero Matteoli, un'interrogazione a risposta immediata riguardante il trasporto pubblico locale, con particolare riferimento agli effetti che la manovra finanziaria varata dal Governo e i conseguenti tagli agli enti locali, finiranno per avere sul trasporto ferroviario. Il Deputato del Partito Democratico ha quindi chiesto al rappresentante del Governo quale sarà la futura strategia dell'esecutivo in ambito di trasporto pubblico e mobilità sostenibile, stante il continuo definanziamento del settore, in contrasto con le esigenze di milioni di pendolari che quotidianamente usufruiscono del servizio e con le disposizioni delineate dall'Unione Europea sulla necessità di incrementare il risparmio energetico e ridurre l'emissione di gas inquinanti, derivanti dall'utilizzo dei mezzi di trasporto privati. L'On. le Lovelli ha definito insoddisfacente ed evasiva la risposta fornita dal Ministro delle Infrastrutture, secondo cui, la potestà regolamentare in ambito dei trasporti, dopo il decentramento della competenza sulla materia, spetterebbe alle Regioni e non più allo Stato centrale. Lovelli ha quindi ribattuto che, dopo due anni di Governo, l'esecutivo non è stato in grado di elaborare soluzioni organiche e risolutive per quei cittadini che quotidianamente usufruiscono dei trasporti pubblici. Non è stato avviato un programma di rinnovamento del materiale rotabile, non si è verificato un miglioramento qualitativo dei servizi e le proposte del Partito Democratico, finalizzate all'acquisto di mille nuovi treni, non sono state prese in considerazione. Per Lovelli: "Tutto ciò rappresenta una doppia beffa per i viaggiatori che continuano ad usufruire di servizi scadenti e che nei prossimi mesi saranno costretti a subire, non solo ulteriori ridimensionamenti e tagli nei trasporti pubblici, ma anche notevoli aumenti nelle tariffe autostradali. I milioni di pendolari del nostro Paese devono sapere che dal prossimo gennaio le loro condizioni di vita peggioreranno ulteriormente. Il Pd aveva proposto l'acquisto di nuovi mille treni con un centesimo di accisa per ogni litro di benzina ma, governo e maggioranza hanno rifiutato un confronto: un atteggiamento irresponsabile che verra' pagato dai cittadini".
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Seduta n. 342 di mercoledì 23 giugno 2010
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.
(Intendimenti del Governo in materia di trasporto pubblico locale e di mobilità sostenibile, con particolare riferimento al finanziamento del settore - n. 3-01137)
PRESIDENTE. L'onorevole Velo ha facoltà di illustrare l'interrogazione n. 3-01137, concernente intendimenti del Governo in materia di trasporto pubblico locale e di mobilità sostenibile, con particolare riferimento al finanziamento del settore (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmataria.
SILVIA VELO. Signor Presidente, signor Ministro, con questa interrogazione il Partito Democratico intende dare voce ai milioni di pendolari che ogni mattina si trovano ad affrontare un'odissea per spostarsi con il treno. In Italia l'arrivo dell'Alta velocità, alla cui realizzazione i Governi di centrosinistra hanno dato un contributo decisivo, ha determinato un importante salto in avanti nella competitività del Paese; resta, invece, del tutto inadeguata la risposta che viene offerta ai pendolari sia in termini qualitativi, che in termini quantitativi.
Le Ferrovie dello Stato sono un'azienda pubblica che opera in regime di contratto di servizio stipulato con lo Stato e con le regioni; noi riteniamo che questo contratto di servizio sia inadeguato per quanto riguarda le risorse disponibili per fornire un servizio di qualità adeguata ai pendolari italiani, così come riteniamo inadeguate le risorse che il Governo finora ha messo a disposizione per l'acquisto di nuovi treni.
Su questo, Ministro, le chiediamo una risposta e su questo lanciamo un grido d'allarme rispetto ad una manovra finanziaria che va a dimezzare le risorse che le regioni hanno a disposizione proprio per finanziare il trasporto pubblico locale. I pendolari italiani lo devono sapere: la loro vita, da gennaio, potrebbe addirittura peggiorare.
PRESIDENTE. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, ha facoltà di rispondere.
ALTERO MATTEOLI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il trasporto pubblico locale, in tutto il mondo, è caratterizzato dalla funzione sociale di garantire a tutti i cittadini un adeguato diritto alla mobilità, in particolare nelle aree urbane e metropolitane.
In condizioni di ristrettezze economiche, quali quelle che si riscontrano nell'attuale fase congiunturale del Paese e dell'economia mondiale, risulta quindi difficile pensare a nuove espansioni del servizio. È altresì indispensabile riflettere sulle possibili aree di ottimizzazione della spesa: in un settore in cui oltre i due terzi della spesa sostenuta complessivamente per il servizio sono garantiti dall'intervento pubblico e solo un terzo deriva da proventi dal traffico, è ben lecito chiedersi se esistano servizi scarsamente utilizzati che possano essere adeguatamente riorganizzati, al fine di migliorare sia il beneficio per l'utenza sia il rapporto costi-benefici del servizio stesso.
Questo obiettivo è in gran parte oggi affidato alla potestà regolamentare delle regioni e degli enti locali, oggi chiamati a concorrere, assieme allo Stato centrale, all'allineamento ai parametri economici, che garantiscono il rispetto dei vincoli per la stabilità economica del Paese.
Per quanto attiene ai compiti svolti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - che, a seguito del decentramento progressivamente operato in favore delle regioni e degli enti locali, svolge compiti di alta sorveglianza e di supervisione sulla regolamentazione generale e, solo in via residuale, compiti di intervento puntuale, espressamente previsti da specifiche leggi di settore -, si evidenzia quanto segue.
Risulta di grande importanza l'attivazione dell'Osservatorio nazionale sulle politiche del trasporto pubblico locale, la cui funzione è fondamentale per l'individuazione dei costi standard e dei livelli adeguati del servizio, nell'ottica del complessivo progetto di federalismo fiscale e, più in generale, con riferimento alle politiche di settore.
Ai fini di miglioramento delle condizioni di mobilità, riveste notevole rilevanza il Fondo per la promozione e il sostegno dello sviluppo del trasporto pubblico locale, le cui risorse sono state oggetto di un bando per l'assegnazione, a seguito del quale è stata predisposta una graduatoria che, in tempi brevissimi, verrà sottoposta al CIPE, ai fini dell'attivazione delle procedure di finanziamento.
Per quanto attiene, invece, alla finalità del Fondo pendolari, non si registra alcuna criticità e, nei prossimi giorni, si procederà a formulare alla Conferenza Stato-regioni, per acquisirne l'intesa, la proposta di riparto dell'annualità 2011.
PRESIDENTE. L'onorevole Lovelli ha facoltà di replicare.
MARIO LOVELLI. Signor Presidente, signor Ministro, siamo del tutto insoddisfatti della sua risposta, generica ed elusiva dei problemi che abbiamo posto alla sua attenzione. È come se lei fosse venuto qui senza avere alle spalle due anni di Governo, durante i quali il suo Ministero non ha saputo affrontare in modo organico e risolutivo né la questione del rilancio degli investimenti per modernizzare le linee ferroviarie nazionali, né la questione del rinnovo del materiale rotabile e del miglioramento qualitativo del trasporto ferroviario per i pendolari.
Avete favorito, in questi due anni, con scelte discutibili, il consolidamento della gestione monopolistica dei servizi ferroviari e avete bloccato le proposte di legge del PD per l'acquisto di mille treni per i pendolari. Adesso, con la «mazzata» del decreto-legge n. 78 del 2009, attuate un taglio complessivo delle risorse per il servizio ferroviario, che colpisce paradossalmente la stessa Trenitalia, che viene così a non avere garanzie per la copertura dei contratti di servizio e le regioni, per le quali viene disposta l'abrogazione della disposizione, introdotta con la legge finanziaria per il 2008 dal Governo Prodi, che riconosce la compartecipazione al gettito dell'accisa sul gasolio per autotrasporto.
Si tratta di una beffa per i pendolari, che già oggi fruiscono di sempre più scadenti e ridimensionati servizi, soprattutto sulle tratte regionali e interregionali e che rischiano di subire ulteriore penalizzazione.
Di questo avrei voluto sentirla parlare, signor Ministro, dopo che in queste settimane il suo impegno maggiore è stato profuso per assicurare concessionarie autostradali, gestori aeroportuali e lobby dell'autotrasporto.
Date una risposta alle regioni e agli enti locali, che oggi ve l'hanno chiesta in piazza! Date una risposta ai pendolari che subiscono le conseguenze della vostra politica sbagliata.
23 giugno 2010
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