| PER FAVORIRE LA LIBERTA’ ECONOMICA NON SI TOCCHINO I PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE |
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Nelle intenzioni del Governo, la riforma dovrebbe incentivare la libertà nell'attività economica, dando maggiore slancio alla crescita del sistema produttivo nazionale. I deputati del Partito Democratico, mettono però in guardia rispetto alle reali intenzioni dell'Esecutivo: "Dietro alla pretesa assolutamente infondata del governo di favorire la libertà economica attraverso la modifica di alcuni articoli della Costituzione, vi è invece il rischio di andare a minare i fondamenti della nostra Carta costituzionale. In primis, verrebbe cancellato il principio dell'utilità sociale, un concetto assai prezioso, la cui presenza non mai ha impedito lo sviluppo dell'economia italiana". Nel corso della discussione in Aula è intervenuto l'on. Lovelli evidenziando che: "Siamo di fronte ad un tema basilare per il nostro patto costituzionale e per i trattati europei. Sono perciò sorpreso dalla volontà della maggioranza di imporre al Parlamento una discussione ideologica e velleitaria sull'articolo 41 della Costituzione, non solo perché non avrà conseguenze pratiche sulla crescita dell'economia e della promozione della libera iniziativa imprenditoriale, ma perché aggraverà la situazione con la necessità di nuovi leggi e regolamenti che dovranno intervenire successivamente. Cos'è che impedisce ora al Governo di intervenire, ad esempio, per attuare le direttive europee in materia di concorrenza e liberalizzazione nel settore dei trasporti? Al contrario il Governo ha operato in questi anni a favore dei monopoli, come nel caso di Alitalia, delle autostrade, di ferrovie, contro gli interessi dei cittadini e dei consumatori".
I CONTENUTI DELLA RIFORMA ALLA c.d. COSTITUZIONE ECONOMICA Con particolare riferimento all'articolo 41 Cost., la garanzia costituzionale della libertà dell'iniziativa economica privata viene estesa anche alla libertà dell'attività economica, da intendersi quale successivo momento di svolgimento connesso alla fase iniziale di scelta dell'attività stessa. Viene, inoltre, inserita la previsione secondo la quale è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge. Per l'iniziativa e per l'attività economica restano i limiti previsti dall'attuale testo dell'articolo 41, con la specificazione che esse non possono svolgersi in contrasto con i principi fondamentali della Costituzione. Il terzo comma del vigente art. 41 viene, poi, interamente riscritto da un emendamento introdotto nel corso dell'esame in Commissione, per il quale la legge e i regolamenti disciplinano le attività economiche al solo fine di impedire la formazione di monopoli pubblici e privati. Si stabilisce infine che la legge si conformi ai principi di fiducia e di leale collaborazione tra le pubbliche amministrazioni e i cittadini, prevedendo, di norma, controlli successivi. Nel corso dell'esame in Commissione è stata introdotta un'integrazione del secondo comma dell'articolo 45 della Costituzione, riguardante la tutela legislativa dell'artigianato, per estenderne la portata anche alle piccole imprese. Completano la riforma della costituzione economica la modifica degli articoli 97 e 118 della Costituzione. Quanto all'articolo 97, relativo alla pubblica amministrazione, si specifica che le pubbliche funzioni sono al servizio delle libertà e dei diritti dei cittadini e del bene comune e l'esercizio, anche indiretto, di queste è regolato in modo che ne siano assicurate l'efficienza, l'efficacia, la semplicità e la trasparenza. E' sostituita l'espressione "pubblici uffici" con quella di "pubbliche amministrazioni", organizzate secondo disposizioni di legge. Tra i criteri da rispettare nella definizione dell'ordinamento degli uffici amministrativi viene introdotto il principio di distinzione tra politica e amministrazione. E' infine specificato che la carriera dei pubblici impiegati è regolata in modo da valorizzarne la capacità e il merito. La modifica del quarto comma dell'art. 118 della Costituzione, riguarda la c.d. sussidiarietà orizzontale,stabilendosi che lo Stato e gli altri enti territoriali esercitano le attività che non possono essere svolte adeguatamente dai cittadini singoli o associati.
21 ottobre 2011 Alessandra Sorlino |
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A Montecitorio è proseguito l'esame del disegno di legge costituzionale, C. 4144, di iniziativa governativa, avente ad oggetto la revisione di alcune disposizioni costituzionali riguardanti la c.d. Costituzione economica. Il provvedimento mira a modificare gli articoli 41, 45, 97 e 118 comma quarto della Costituzione, che dispongono le linee base e i principi generali per l'avvio e lo svolgimento delle attività economiche nel nostro Paese. L'esame del provvedimento di iniziativa governativa è stato comunque rinviato alla prossima settimana per l'impossibilità della maggioranza di garantire una sua presenza compatta in Aula.