| PICCOLI COMUNI: IL PD PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE DI TORINO PER BLOCCARE LA SCURE DEL GOVERNO |
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Lovelli: "Serve una pausa di riflessione. Si riparta dalla riforma della Carta della Autonomie"
Sulla decisione del Governo di accorpare i Comuni al di sotto dei 1000 abitanti è intervenuto anche il Vice Segretario PD Piemonte, Federico Fornaro, che ha sollecitato un'azione congiunta di tutti i livelli istituzionali al fine di difendere i tanti piccoli del territorio piemontese: "E' necessaria un'azione coordinata dei Parlamentari piemontesi e delle associazioni dei Comuni, affinché in fase di conversione in legge del decreto sulla manovra, sia radicalmente modificata la norma che prevede l'accorpamento obbligatorio dei Comuni inferiori ai 1.000 abitanti e la soppressione delle Giunte e dei Consigli comunali in queste realtà. Non si tratta di difendere chissà quali privilegi della casta, ma, al contrario, un'architettura istituzionale che ha prodotto in Piemonte tanto buon governo della cosa pubblica in secoli di storia. E' giusto, invece, accelerare sulla strada della gestione associata dei servizi, evitando però forzature (bacino minimo di 10.000 abitanti) che non tengono in nessun conto le distanze chilometriche esistenti tra i Comuni e il carattere collinare e montano di larga parte del territorio della nostra Regione. Oltretutto - ha concluso Fornaro - cancellare dalla cartina geografica metà dei Comuni del Piemonte in nome dei tagli ai costi della politica è una autentica presa in giro nei confronti dei cittadini: un Ministero inutile quale quello sull' ‘attuazione del programma' costa ben di più di tutti i Consigli comunali dei 1.944 Comuni italiani che il Governo vuole eliminare". Anche l'On. Mario Lovelli si è detto profondamente preoccupato per i contenuti della manovra e la cancellazione tout court delle istituzioni intermedie:"Il Piemonte non può assistere passivamente alla sciagurata manovra del Governo che rischia, se non corretta, di devastare il suo territorio con la cancellazione di oltre la metà dei Comuni (nell'Alessandrino scomparirebbero 111 Comuni su 190!), la soppressione di 4 Province e i drastici tagli ai trasferimenti statali. In nome dei ‘tagli ai costi della politica' si vogliono colpire le istituzioni intermedie, quelle che costituiscono l'anima della struttura amministrativa del nostro Paese e la prima sede della democrazia. Davvero crediamo che gli enti intermedi non servano? Davvero pensiamo che si possa difendere il nostro territorio, contrastandone l'abbandono e la desertificazione, e garantire servizi adeguati ai residenti senza le Province e sopprimendo i piccoli Comuni sotto i mille abitanti? Per questo sostengo la manifestazione promossa da Anci e Uncem a Torino sulla difesa dei Comuni al di sotto dei 1000 abitanti, sulla salvaguardia dei presidi istituzionali in montagna e sul no al drastico taglio dei trasferimenti statali agli enti locali. Non è più il momento delle chiacchiere, ma dei comportamenti coerenti e lineari. C'è bisogno di uno stop o perlomeno di una pausa di riflessione che non pregiudichi rappresentanze democratiche e servizi erogati ai cittadini. La strada da seguire - ha proseguito Lovelli - è quella del riordino e della razionalizzazione dell'amministrazione statale e regionale: non cancellare tout court, ma accorpare le Province rivedendone i confini, istituire le città metropolitane, favorire l'associazionismo tra i Comuni, ecc. In Parlamento è ferma da un paio di anni la riforma della Carta delle autonomie: è quella la sede per discutere degli assetti istituzionali. Ciò è tanto più vero anche per quanto riguarda la fusione dei Comuni sotto i mille abitanti e il contestuale accorpamento progressivo delle funzioni per i Comuni sotto i 5000 mila abitanti (quest'ultima prevista nella manovra di luglio), due norme che rischiano di entrare in contrasto e di procurare del male ai cittadini. Se la manovra non verrà prontamente corretta, l'unica conseguenza sarà quella di aver umiliato e indebolito il Piemonte, la sua montagna e i suoi Comuni".
22 agosto 2011 |
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"I piccoli Comuni sono l'anima della struttura amministrativa del nostro Paese e la prima sede della democrazia: per questo oggi parteciperemo, insieme all'Anci e all'Uncem, alla manifestazione di Torino contro i tagli agli enti locali varata dal Governo". Cosi il Segretario Regionale PD Piemonte, Gianfranco Morgando e il Presidente del Gruppo Regionale del PD, Aldo Reschigna hanno spiegato le motivazioni alla base della contrarietà del Partito Democratico sulle misure varate dal Governo a discapito degli Enti locali "Il Piemonte - hanno proseguito- non può assistere passivamente alla sciagurata manovra del Governo che rischia, se non corretta, di devastare il nostro territorio con la cancellazione di oltre la metà dei Comuni, la soppressione di 4 Province e i drastici tagli ai trasferimenti statali. Con provvedimenti presi all'insegna dell'emergenza, si fanno solo danni e non si ottengono risparmi significativi. Se la manovra non verrà prontamente corretta, l'unica conseguenza sarà quella di aver umiliato e indebolito il Piemonte, la sua montagna e i suoi tanti piccoli Comuni". Intanto, proprio oggi, in concomitanza con la manifestazione torinese, il Partito Democratico ha convocato, presso la sede del gruppo consiliare regionale, un incontro con parlamentari, consiglieri regionali e rappresentanti istituzionali per analizzare le conseguenze delle decisioni assunte dal Governo nella manovra in materia di piccoli Comuni e per definire le proposte alternative che presto verranno presentate in Consiglio regionale.