| RAPPORTO INPS 2011: UNA PENSIONE SU 2 SOTTO I 500 EURO |
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In piu', analizzando la distribuzione delle pensioni "per classe di importo si osserva che il 50,8% delle pensioni erogate appartiene alla classe piu' bassa, con importi inferiori ai 500 euro mensili. Tale quota sale al 79% se si considera la soglia dei 1.000 euro lordi mensili. L'11,1% presenta importi compresi tra i 1.000 e i 1.500 euro mensili e il 9,9% superiori ai 1.500 euro".
L'Inps eroga "una pensione ogni tre cittadini circa e i pensionati rappresentano il 23% della popolazione". Il numero complessivo delle pensioni vigenti al 31 dicembre 2009 "e' pari a 16.042.360, cui si aggiungono oltre 2,7 milioni di prestazioni erogate agli invalidi civili. Il 78% delle pensioni erogate dall'Istituto e' di natura previdenziale, il restante 22% e' di tipo assistenziale". Tra le pensioni vigenti, "10.176.818 sono le pensioni ai lavoratori dipendenti, 4.145.300 ai lavoratori autonomi, 245.220 ai lavoratori iscritti alla Gestione separata. In termini di categoria di pensione, il 65,6% e' costituito da trattamenti di vecchiaia e anzianita', il 9,2% da pensioni di invalidita' e inabilita' e il 25,2% da pensioni ai superstiti. Il regime di liquidazione retributivo si applica al 93,4% delle prestazioni pensionistiche vigenti. La spesa per pensioni nel 2010 risulta pari a 177.350 milioni di euro". I pensionati Inps "sono 13.846.138, il 54% donne e il 46% uomini ai quali, per il maggiore importo medio dei trattamenti percepiti, e' destinato il 55% dei redditi pensionistici. Il 74% dei titolari ha piu' di 64 anni e il 23% presenta un'eta' compresa tra 40 e 64 anni. I percettori di una sola pensione a carico dell'Istituto sono il 74% del totale: 7,2 milioni ricevono sole pensioni di vecchiaia; 1,3 milioni sole pensioni ai superstiti e 717 mila sole pensioni di invalidita' previdenziale. I beneficiari di sole pensioni assistenziali sono 1,5 milioni mentre 1,4 milioni sono i percettori di prestazioni assistenziali associate a quelle di tipo previdenziale". Sono in calo i lavoratori assicurati nel 2010. Crescono, invece, quelli dipendenti in agricoltura. "Osservando l'universo occupazionale riferito ai soli assicurati Inps- sottolinea l'Istituto di previdenza- si evince nel complesso una flessione tendenziale media, nel 2010 rispetto al 2009, di 43.000 posizioni lavorative (-0,2%) su un totale di quasi 20 milioni di posizioni. I lavoratori dipendenti dalle imprese (13,1 milioni), che costituicono una parte fondamentale del sistema produttivo del Paese, hanno avuto una flessione media pari all'1,5%". Ma l'Inps evidenzia un andamento opposto in altri campi: "Si osserva invece un aumento dei lavoratori dipendenti in agricoltura (+4,8%) e dei lavoratori domestici (+17,6%). Per quanto riguarda i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e lavoratori agricoli autonomi, in complesso 4,4 milioni) la flessione media complessiva nel 2010 e' stata dello 0,2%, mentre i lavoratori iscritti alla Gestione separata hanno registrato nel 2010 un incremento dell'1,6%". In ambito di regolarizzazione dei lavoratori e' da evidenziare per il lavoro occasionale accessorio "l'importo dei voucher complessivamente distribuiti dal 1 agosto 2008 al 30 marzo 2011 che risulta pari a circa 155 milioni di euro. In particolare, il numero di coloro che hanno riscosso voucher nel 2010 e' stato di 140.765 soggetti, con un'eta' media di 42 anni".
Fonte: Sito del Partito Democratico 26 maggio 2011 |
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Una pensione su due in Italia viaggia sotto i 500 euro. È quanto emerge dai dati del Rapporto 2010 dell'Istituto nazionale di previdenza. Inoltre, anche il 61% delle pensioni erogate dall'Inps alle donne e' al di sotto dei 500 euro e il 30% non va oltre i 1.000 euro. "Dall'esame per classe di importo e sesso- si legge nel rapporto- emergono notevoli differenze nella distribuzione degli importi tra i sessi. Il 61,3% delle pensioni erogate alle donne si situa al di sotto dei 500 euro mensili, a fronte del 36% per gli uomini". Nella classe di importo immediatamente successiva "da 500 a 1.000 euro mensili, continuano a prevalere le pensioni femminili con il 30,5% rispetto al 24,9% delle pensioni maschili. Il trend si inverte nelle classi di importo piu' elevato, laddove le pensioni dei titolari maschi presentano pesi percentuali nettamente piu' significativi: il 18,9% tra i 1.000 e i 1.500 euro mensili (contro il 5,6% per le donne) e il 20,2% con importi superiori ai 1.500 euro mensili (a fronte di appena il 2,6% per le pensioni erogate alle donne)".