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Era un leghista novese della sezione "Oriana Fallaci", quello che teneva bene in vista il cartello con la scritta "Stasera le fiaccole, domani i fucili", durante la fiaccolata organizzata dalla Lega, in piazza a Torino, a pochi giorni dall'attesa sentenza del Tar sui ricorsi presentati dal centrosinistra contro alcune liste, che alle elezioni regionali di marzo hanno sostenuto Roberto Cota. Al centro delle verifiche dei magistrati, la richiesta del centrosinistra di sapere se effettivamente 18 delle 19 firme dei candidati della lista "Pensionati per Cota" fossero state false e il ricorso dei Verdi e dell'Udc contro la lista "Verdi Verdi". Metodi poco consoni quelli dei leghisti, che nascondendosi dietro alla difesa della volontà popolare e della procedure democratiche, inneggiavano al ricorso alle armi per intimidire le decisioni del Tar. Il Governatore leghista, Roberto Cota ha minimizzato l'atteggiamento dei manifestanti del carroccio, sostenendo che l'unico obiettivo della manifestazione fosse quello di difendere il voto del popolo e il suo diritto ad avere un governo, evitando il caos. Di diverso avviso, il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che commentando l'iniziativa, ha detto di non apprezzare "manifestazioni di piazza contro le istituzioni che non sono elettive, si può concordare o dissentire con le scelte della Magistratura, ma queste vanno rispettate e non influenzate con manifestazioni esterne". Anche Mercedes Bresso, Presidente uscente dopo elezioni di marzo, sconfitta per 9 mila voti, si è detta molto preoccupata dall'atteggiamento intimidatorio assunto dai militanti della Lega. Dello stesso parere anche il segretario del PD piemontese Gianfranco Morgando, che ha sottolineato: "Cota ha parlato di golpe giudiziari, di manovre politiche, tentando di innalzare il livello della tensione intorno alla decisione del Tar. Quando la Magistratura è al lavoro non si organizzano marce per attentarne l'autonomia, ma si aspettano con rispetto e tranquillità le decisioni. Così i leghisti dimostrano di non possedere come valori fondanti la legalità e il rispetto delle regole democratiche".
29 giugno 2010
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