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UNA MANOVRA SBAGLIATA LE PROPOSTE DEL PD PER LA CRESCITA E L'EQUITA' |
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In una riunione svoltasi all'indomani della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo definitivo della manovra economica, la segreteria del Partito Democratico ne ha esaminato in maniera dettagliata ed approfondita i contenuti. Il giudizio è stato fortemente negativo. Innanzitutto, un primo elemento di dissenso deriva dal metodo con cui in documento è stato elaborato. Il Governo non ha, infatti, cercato nessun contatto con l'opposizione. Un atteggiamento che non ha avuto precedenti in nessun altro Stato europeo colpito dalla crisi. Per fare fronte ad un momento così delicato della vita del Paese sarebbe stato necessario un confronto costante ed approfondito con tutte le parti sociali, con le autonomie locali e con le forze di opposizione. Giudizio negativo anche sui contenuti della manovra, trattandosi di una misura che non serve a migliorare gli obbiettivi del triennio 2010-2012, quindi non ha a che vedere con la crisi greca, ma è stata resa necessaria da due anni di errori e scelte politiche sbagliate. La manovra è priva di qualsiasi riforma strutturale e in alcuni ambiti, ad esempio nel pubblico impiego, va ad annullare alcune delle riforme che erano state precedentemente attuate dal Ministro Brunetta, come quelle sull'efficienza, sulla valutazione e il merito. In generale, i provvedimenti si basano su una logica di tagli lineari, che sono depressivi, alimentano la "spesa cattiva" e generano l'inefficienza, mentre manca totalmente una politica rivolta alla crescita e le poche misure che fanno cenno a questo obiettivo, sono poco credibili. L'impianto complessivo appare quindi solo ed unicamente costrittivo. Gran parte della manovra grava poi sulle autonomie locali, elemento che di sicuro comprometterà il percorso sul federalismo fiscale e produrrà un aumento delle tasse locali o un taglio dei servizi erogati ai cittadini. Due conseguenze che vanno a contraddire gli annunci inizialmente fatti dal Governo, secondo cui la manovra non sarebbe andata a toccare le tasche degli italiani. In realtà, i massicci tagli alle Regioni, alle Province ed ai Comuni, si ripercuoteranno sicuramente sui lavoratori, sugli studenti, sulle piccole imprese e sui pensionati. La manovra manca completamente, di equità sociale e a pagarne il prezzo saranno ancora una volta le fasce più deboli della popolazione. I pochi passi in avanti introdotti, apprezzati anche dal Partito Democratico, riguardano la lotta all'evasione fiscale. C'è però da sottolineare che, all'inizio della legislatura, proprio il Governo Berlusconi, aveva eliminato le misure contro gli evasori precedentemente apportate dal centro-sinistra. Misure, come la tracciabilità, l'utilizzo dei pagamenti on-line e la limitazione dell'utilizzo dei contanti, che abbandonate per due anni, hanno fatto perdere alle casse statali circa 10miliardi di euro. La lotta all'evasione viene comunque in parte contraddetta dall'introduzione del nuovo condono sugli immobili non accatastati, che per il Pd rappresenta una nuova opportunità per "i più furbi" a discapito dei contribuenti onesti che hanno sempre pagato tutto. Risulta quindi evidente che le riforme decise dal Governo Berlusconi e dal Ministro dell'Economia Tremonti, sono caratterizzate da una equità sociale molto poco equilibrata, vengono infatti chiesti sacrifici a tutti, ma ad essere tutelati sono sempre i più forti. Mancano poi elementi in grado di stimolare efficacemente la crescita e riforme strutturali lungimiranti, capaci di ridurre concretamente il debito pubblico e gli sprechi.
Quali sono le proposte del Partito Democratico per uscire dalla crisi? Per fare uscire il Paese dalla stagnazione, per promuovere la sostenibilità dei conti pubblici e la crescita, il Partito Democratico intende concentrare le sue proposte su quattro obiettivi:
A copertura delle riforme per la crescita e l'equità, il Partito Democratico indica anche il rafforzamento della lotta all'evasione, coinvolgendo anche i capitali scudati, interventi incisivi nella riorganizzazione delle autonomie territoriali ed una nuova politica industriale per razionalizzare la pubblica amministrazione.
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Quale è il giudizio del Partito Democratico sulla manovra economica?